Aversa

Bilancio, Fierro: “Niente Imu su prima casa e aggravi. Aumento Irpef è irrisorio”

Aversa – “Mai come quest’anno è stato oltremodo complicato riuscire a quadrare i conti oltre che laborioso in virtù di importanti innovazioni normative”. Lino Fierro, assessore alle Finanze, così commenta l’avvenuta approvazione in giunta del bilancio di previsione 2015 e continua: “Infatti, la redazione e l’approvazione in Giunta del bilancio afferente l’esercizio finanziario del 2015 ha risentito fortemente dell’impatto della normativa vigente in tema di armonizzazione dei sistemi contabili”.

“Anche se questa norma risale al 2011, – continua l’esponente della giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sagliocco – entra in vigore a partire da questo esercizio finanziario. La prima novità prevista è stata l’attività di riaccertamento straordinario (dei residui attivi e passivi), che ha determinato un primo gap negativo da coprire nell’ambito del bilancio del 2015. Per noi questa voce ammonta ad 111,353,79 euro. Ma le novità hanno riguardato anche la necessità di istituire un fondo di svalutazioni dei crediti per ancorare il dato previsionale dell’ente alla effettiva capacità di incasso dello stesso, dando un primo approccio in termini di cassa al bilancio per l’annualità 2015. Siamo partiti da un bilancio cosiddetto ‘virtuale’ ed approdati ad uno reale per cassa”.

In pratica, si è dovuto fare i conti con la realtà cancellando dallo strumento contabile quelle che erano poste praticamente fittizie. Ecco, allora, di seguito, quanto fatto dall’amministrazione: “Le entrate dei ruoli scritte in bilancio sono state svalutate in base alla percentuale calcolata facendo riferimento all’ultimo quinquennio ed hanno determinato, l’iscrizione tra le poste del bilancio della spesa di un fondo svalutazione crediti pari ad 2.117.158,76 euro. Inoltre, si è verificata un’ulteriore riduzione dei trasferimenti erariali per 250mila euro dal Governo centrale per l’anno 2015, che sommati ai precedenti tagli afferenti l’ultimo triennio diventano 5 milioni di trasferimenti statali in meno dal 2012 ad oggi. Per l’effetto il vulnus da coprire era pari a 2.500.000 euro”.

Allora ci sono stati problemi? “Nonostante tutto, siamo riusciti a far quadrare i conti senza aggravare ulteriormente i cittadini: non applicando l’Imu sulla prima casa, evitando di tagliare i servizi primari, non abbiamo applicato la Tasi e non abbiamo incrementato la Tari. Siamo intervenuti solo sull’aliquota Irpef che dallo 0,5 è passata allo 0, 6 e mezzo per mille. Aliquota Irpef che grava solo sui titolari di reddito. Che, tradotto in termini economici, significa poco più di 5 euro al mese. La quadratura del cerchio è stata possibile anche con l’adeguamento dei contratti in essere con l’ente con una riduzione del 5%, oltre alla riduzione dei costi delle spese generali di funzionamento degli uffici. Questa manovra finanziaria è stata il frutto di un attività sinergica fra tutti i comparti dell’Ente e con l’ausilio a titolo gratuito della Kpmg”.

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