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Povertà alimentare in aumento, in Italia coinvolti 1,3 milioni di bambini

La solidarietà non basta più, le associazioni caritatevoli in alcuni giorni lamentano di non riuscire a far fronte alle richieste di aiuto. Sono oltre cinque milioni gli italiani che si trovano in una situazione di indigenza tale da non potersi alimentare in modo adeguato: di questi 1,3 milioni sono bambini.

La ricerca “Food Poverty” rivela un’incidenza che va dal 5% nella ricca Lombardia al 13,3% della Sicilia. Su alcuni punti, come la garanzia di un pasto proteico (carne, uova, pesce o vegetali equivalenti), la nostra situazione percepita è addirittura peggiore della Grecia: 13,8% di persone che dichiarano di non poterselo permettere contro il nostro 14%. La ricerca, curata dalla Fondazione Banco Alimentare, insieme a Deutsche Bank e alla società di consulenza Pwc, scava in una situazione poco rosea se si pensa che i dati provengono da quello che dovrebbe essere uno dei sette più industrializzati al mondo. Anzi, perdiamo terreno rispetto al resto dell’Ue: la Spagna, ad esempio, registra un 3,5% di persone nell’impossibilità di una alimentazione equilibrata: quasi 5 volte in meno rispetto alla percentuale italiana.

Tredici famiglie su 100 fra quelle intervistate in tutta Italia ammette di non riuscire a comprare abbastanza cibo: si tratta di una media fra il 3% del Molise e il 25% della Calabria. Nell’anno in cui l’Italia ospita l’esposizione universale dedicata proprio al tema dell’alimentazione, i dati confermano le statistiche Istat e Eurostat e rivelano che la “povertà alimentare” è un fenomeno che non si arresta, anzi cresce e che necessita di provvedimenti strutturali.

Alla base dell’emergenza alimentare c’è naturalmente la mancanza di lavoro, ma anche situazioni più gravi in cui si aggiunge lo sfratto, o uno stipendio non sufficiente per le famiglie più numerose. Altro dato emerso è la cronicizzazione della povertà: il 57% delle famiglie, soprattutto al Sud, non riesce a riscattarsi e sono sempre di più famiglie non straniere ma italiane.

La rete di solidarietà presente nel nostro Paese, tra associazioni benefiche e Caritas, è ancora abbastanza solida da riuscire ad assistere una grossa fetta di popolazione indigente, ma con l’aumento delle richieste – avverte il Banco Alimentare – anche questo settore dà segnali di crisi.

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