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La buona scuola, Renzi: “Prima bloccano decreto e poi accusano governo”

Roma – “Chi è contrario cerca di bloccare la riforma in Parlamento con migliaia di emendamenti, per impedirne l’approvazione, salvo poi accusare il governo di non voler fare le assunzioni”. Lo afferma Matteo Renzi sul disegno di legge “la buona scuola”.

“Non siamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno senso solo se cambiamo la scuola, se c’e’ un nuovo modello organizzative”.

“Sono pronti sei decreti legislativi che porteremo martedì in Consiglio dei ministri e che cambieranno profondamente il rapporto tra cittadini e Stato. Soprattutto per le aziende, all’inizio. Ma in prospettiva anche per i cittadini”, aggiunge il premier nell’Enews. Per i cittadini, scrive ancora, “abbiamo iniziato con la dichiarazione dei redditi precompilata (a proposito: chi tra voi ha fatto la dichiarazione dei redditi precompilata? Come vi siete trovati? Cosa ci suggerireste per cambiarla?)”.

“Il nostro governo è il primo che ha ridotto le tasse per un valore di 18 miliardi, a partire dall’operazione 80 euro e dal taglio su quelle sul lavoro con il pacchetto JobsAct. Ma ancora non è sufficiente, lo sappiamo. Tuttavia iniziare con il rendere più semplice il fisco è un ulteriore passo. Il prossimo sarà la semplificazione del sistema dei tributi locali, a partire da un’unica tassa comunale anziché tutti i balzelli che conosciamo”, spiega.

“Se sei al governo e vuoi sconfiggere il populismo e l’antipolitica l’unica strada che hai davanti a te è fare le riforme. Farle presto, farle bene, farle tutte. E su questo non ci fermeremo mai”, prosegue poi Renzi. “Certo – ribadisce – in Parlamento c’è anche chi sa solo protestare. Vero. Ma l’idea che la maggioranza non rinvii le decisioni, non perda tempo, non si nasconda davanti alle proprie responsabilità è un fatto di grande rilievo”.

“La ripresa c’è, i segnali sono molteplici, ma non sono ancora contento. L’Italia è sulla buona strada, ma deve ancora liberarsi da vincoli e paure”, conclude.

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