Napoli

Napoli, al Policlinico una biblioteca per bambini non udenti

Napoli – Inaugurata la Biblioteca dei bambini e delle bambine “Alfredo Pisacane”, nuovo punto lettura del progetto “Nati per Leggere”, dedicata alla memoria del professore Alfredo Pisacane, promotore del Progetto di Screening neonatale dell’udito.

Alla cerimonia, tenutasi nel reparto di Audiologia e Vestibologia dell’Azienda ospedaliera universitaria “Federico II”, sono intervenuti Gaetano Manfredi, rettore Università degli Studi di Napoli Federico II, e Giovanni Persico, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Federico II.

Il progetto “Nati per leggere” si inserisce nell’attività dello screening uditivo neonatale della Regione Campania, coordinato dal “Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi Precoce della Sordità,” della Aou Federico II e dalla sezione di Audiologia del Dipartimento di Neuroscienze, Scienze riproduttive e Odontostomatologiche della Federico II.

Il centro si trova presso l’Uoc di Audiologia e Vestibologia, il cui responsabile è Elio Marciano, del Dai – Dipartimento ad attività integrata Testa Collo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

Il nuovo punto lettura consentirà ai piccoli pazienti ipoacusici di poter beneficiare, durante l’iter riabilitativo, di un percorso di ‘lettura ad alta voce’ che sicuramente avrà effetti positivi per lo sviluppo del linguaggio nei bambini e offrirà ai genitori uno strumento prezioso per rinforzare e intensificare la relazione con i propri figli.

Lo screening uditivo neonatale permette di identificare la maggioranza dei bambini con disturbi bilaterali permanenti dell’udito in un’epoca della vita molto precoce, generalmente entro il terzo-quarto mese dalla nascita e, conseguentemente, di cominciare l’intervento riabilitativo entro il sesto mese di vita: il “periodo di plasticità cerebrale” nel quale si sviluppano complessi circuiti interneurali ed in cui l’input acustico periferico è essenziale per una corretta maturazione delle vie uditive centrali.

La precocità della diagnosi, associata alla precocità dell’intervento riabilitativo, ha permesso di raggiungere risultati soddisfacenti sul piano comunicativo-relazionale.

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