Italia

Salvini vs Berlusconi: corsa alla leadership dell’opposizione

Roma – Manca poco alle elezioni regionali e il clima inizia a “surriscaldarsi”. Battibecchi e tensioni tra Salvini e Berlusconi per chi salirà al secondo posto del podio.

Il leader di Lega nord ha invitato l’ex cavaliere e riconsiderare i conti fatti in vista delle regionali, data la convinzione di Berlusconi di riuscire a superare il 10% dei voti. Salvini, al contrario, ribadisce la certezza di assumere la leadership dell’opposizione.

“È un provocatore, ma con lui ho un buon rapporto, è un tifoso del Milan”, ha detto Berlusconi ai microfoni di radio Capital.

“Nel nuovo soggetto di centrodestra c’è spazio per tutti- ha aggiunto – ma bisognerà mettere da parte le proprie ambizioni. Sono certo che alle prossime urne Forza Italia non scenderà sotto il 10%. In 21 anni di politica non ho mai ricevuto tanto affetto”.

“Mi cercano, mi chiedono di non mollare, mi fanno perfino male, ho le mani che recano i segni – ha proseguito – Voglio proporre ai moderati un sogno, un progetto di unione. L’obiettivo è far diventare la maggioranza numerica dei moderati una maggioranza politica organizzata con un ruolo e peso rilevante. Un progetto del quale voglio fare il suggeritore”, ha concluso.

Intanto, Salvini attacca l’Europa: “L’Europa ha delle politiche anti-italiane, dall’agenda migranti alle politiche economiche. Se l’Italia per l’Europa è solo una solenne fregatura, allora facciamo da soli. L’Europa sta massacrando il lavoro e l’economia italiana. Ci chiede di tagliare le pensioni. Ci chiede di tagliare la sanità, ma si faccia un pò gli affari suoi. L’Europa ci dia una mano sull’immigrazione quando serve e non rompa su tutto il resto”.

Immancabile la critica sull’attuale situazione migratoria: “Evitiamo di mettere in albergo chiunque e lavoriamo invece sulle partenze”, ha detto.

“Se fossi presidente del Consiglio, io non manderei un solo soldato a morire nel deserto della Libia. Esistono gli aerei. Esistono i droni”, ha aggiunto Salvini.

“La credibilità internazionale di Renzi, si è visto, conta come il due di picche. Lo prendono per il naso tutti. Al di là della letterina, consiglierei a Renzi di chiudere i rubinetti. Non servono le lettere, è inutile sbattere i pugni sul tavolo, le Mogherini. È semplice: smettiamo di pagare i soldi a Bruxelles, questo condominio di matti”, ha proseguito.

“Se il voto di domenica sarà un voto vigoroso e un pò leghista, le elezioni si avvicinano”, ha concluso.

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