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Strage migranti, a Malta le salme. Nuovo naufragio a Rodi

Mentre proseguono le ricerche degli altri corpi del naufragio avvenuto sabato notte nel Canale di Sicilia, e mentre non si fermano nemmeno le polemiche politiche, una nuova tragedia del mare si è verificata al largo dell’isola di Rodi, nel sud-est del Mar Egeo.

Un barcone con circa 200 migranti a bordo si è schiantato sulle rocce prima di arrivare nel porto di Rodi. Dalle prime informazioni è emerso che circa 80 persone sono state salvate, mentre sono stati recuperati i corpi di tre vittime, tra cui un bambino. Non si esclude però che il numero dei morti possa aumentare e che a bordo, nascoste, potessero esserci molte più persone.

Intanto, è arrivata alle prime luci dell’alba di lunedì a La Valletta la nave “Bruno Gregoretti” con a bordo le 24 salme e 27 dei 28 superstiti di quella che potrebbe essere la peggiore strage nel Mediterraneo. Il ventottesimo superstite, un giovane del Bangladesh trasportato per motivi medici all’ospedale Cannizzaro di Catania, ha infatti parlato di almeno 950 persone a bordo del peschereccio che si è ribaltato a 60 chilometri circa a nord della Libia.

La strage nel Canale di Sicilia ha riacceso le polemiche su come l’Europa affronta il problema degli sbarchi. Il ministro degli Esteri Gentiloni ha chiesto all’Ue di intervenire perché “l’Italia non può essere lasciata sola”. Il portavoce della cancelliera tedesca Merkel ha assicurato che il nostro paese “non è solo” nel gestire questa emergenza mentre il governo francese ha ammesso che l’Europa “non è stata all’altezza della situazione”.

I ministri degli Interni dell’Unione Europea raggiungeranno oggi pomeriggio i colleghi degli Esteri, già riuniti a Lussemburgo per il Consiglio di aprile, per un vertice straordinario che affronterà l’emergenza immigrazione dopo la nuova tragica strage di migranti al largo delle coste della Sicilia.

Quella  avvenuta nel Canale di Sicilia, a circa 60 miglia a nord della Libia, nella notte tra sabato e domenica, è la strage peggiore di sempre. Il peschereccio con a bordo circa centinaia di migranti si è capovolto. Recuperati finora una trentina di superstiti e alcune decine di corpi ma si teme che le vittime possano essere centinaia. Secondo un sopravvissuto a bordo c’erano 950 migranti tra cui 50 bambini.

Papa Francesco ha chiesto alla comunità internazionale di “agire con decisione e prontezza”. “Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore”, ha detto il Pontefice. Il premier Renzi, rientrato a Roma per un vertice con i ministri degli Esteri, degli Interni, della Difesa e delle Infrastrutture e con il sottosegretario ai servizi Marco Minniti, ha chiesto all’Europa di non lasciare sola l’Italia e, in asse con il presidente francese Francois Hollande, di convocare in settimana un Consiglio Ue straordinario perché l’Ue rafforzi la sua azione contro gli “schiavisti del mare” e la smetta di considerare l’immigrazione un problema “di serie B”. La Commissione Ue, esprimendo “profonda frustrazione”, sostiene la necessità di “un’azione decisa”.

Ma l’Italia, anche con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un “impegno” dei partner europei lo invoca con urgenza. “Ci troviamo davanti a una tragedia immane che deve scuotere la comunità internazionale e richiama all’impegno i Paesi dell’Unione Europea” ha osservato il Capo dello Stato in una nota.

Dal peschereccio, secondo le informazioni al momento disponibili, era stata lanciata una richiesta di aiuto al centro nazionale soccorso della Guardia Costiera per difficoltà di navigazione. La sala operativa del Comando generale delle Capitanerie di porto ha così dirottato un mercantile portoghese, che giunto in prossimità del mezzo in difficoltà, ha visto però il peschereccio capovolgersi.

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