Esteri

Tunisi, mandato di arresto per un poliziotto del Bardo

E’ caccia all’uomo in Tunisia dove il terzo attentatore del museo del Bardo è ancora in fuga e il presidente Beji Caid Essebsi ha ammesso per la prima volta che ci sono state falle nella gestione della sicurezza. In proposito, nell’ambito delle indagini, sarebbe stato emesso questa mattina un mandato di arresto nei confronti dell’agente di Polizia incaricato di vigilare il varco di accesso del Museo del Bardo, dato che l’uomo non si sarebbe trovato materialmente sul posto di lavoro, al momento dei fatti.

Secondo la stampa locale, poi, alcuni alti funzionari del ministero dell’Interno sarebbero stati sospesi dalle loro funzioni proprio per inefficienza sulla sicurezza del Parlamento e del museo del Bardo, che domani riaprirà ai visitatori.

Il portavoce del ministero dell’Interno, Mohamed Ali Laroui, ha specificato che il terzo uomo autore della strage del museo del Bardo di cui ha parlato il presidente della Repubblica Bej Caid Essebsi, è Maher Ben Mouldi Gaidi, nei confronti del quale è già stato emesso un mandato di cattura dal ministero dell’Interno. A proposito del giovane uomo immortalato dalle telecamere di sicurezza del museo nell’atto di  incrociare i due assalitori armati mentre scende le scale, Laroui ha assicurato trattarsi di un comune cittadino tunisino, che è riuscito a salvarsi dalla strage, molto probabilmente proprio perché tunisino, visto che i terroristi avevano come obiettivi solamente i turisti.

Intanto riaprirà  martedì 24 marzo il Museo nazionale del Bardo di Tunisi, teatro dell’attentato. Lo ha annunciato il  direttore del Museo, Moncef Ben Moussa, spiegando all’agenzia di  stampa Anadolu che “le tracce dell’attacco di mercoledì al museo non  saranno pulite”. Ben Moussa ha spiegato che il Museo è “un luogo della memoria. E per  questo le tracce (dell’attacco, ndr) rimarranno a testimoniare un  incidente che ha colpito un simbolo della cultura tunisina. Puliremo  solo il sangue ed eseguiremo restauri minimi”.

A quattro giorni dalla strage di turisti nella Capitale, oltre al ‘mea culpa’ c’è poi la volontà di reagire. E per questo le autorità tunisine hanno organizzato il 29 marzo una grande marcia internazionale contro il terrorismo.

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