Italia

Milano, uccide un clochard: gli aveva toccato il cane

Milano –  Un 22 enne uccide a calci e pugni un senzatetto 52enne per avergli accarezzato il cane. È accaduto a Milano lo scorso ottobre, quando davanti ad un pub era stato rinvenuto il corpo senza vita del clochard.

L’assassino, un giovane italiano incensurato, era stato protetto dagli amici che hanno postulato una versione di comodo. Ma le indagini dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile del comando di compagnia di Sesto San Giovanni, dopo tre mesi, sono giunte a una svolta: i militari sono arrivati al giovane, arrestato giovedì mattina, grazie ad una serie di indizi e al crollo psicologico di una ragazza del gruppo, che messa alle strette ha confessato. La vittima era un clochard rumeno, Ioan Popa, 52 anni, trovato svenuto, con gravi ferite, davanti a un pub nel centro di Cusano Milanino, è morto l’indomani nonostante il suo ricovero in ospedale, il Niguarda di Milano.

Le indagini sono partite da qui: apparentemente nessun testimone oculare, niente telecamere, nessuno che lo conoscesse.I militari, coordinati dal Pubblico Ministero Flaminio Forieri del Tribunale di Monza, hanno scavato nella vita dell’uomo giungendo alla conclusione che l’aggressione doveva per forza essere avvenuta davanti al pub. Hanno sentito il titolare e attraverso un’indagine tecnica sono risaliti ai 7 giovani. Li hanno interrogati, ma tutti hanno fornito la stessa versione. Ad insospettire i carabinieri i troppi particolari espressi nello stesso modo, come se i ragazzi si fossero messi d’accordo. E uno di loro, guarda caso il presunto omicida, non compariva mai nei loro racconti.

A crollare è stata una ragazza 22enne che ha confessato e fornito agli inquirenti gli elementi mancanti. A quel punto il magistrato ha firmato l’ordine di custodia cautelare per omicidio volontario nel carcere di Monza per Rocco Rendina, 22 anni, incensurato, che non lavora e vive in casa coi genitori.

Quella notte il romeno, ubriaco, si sarebbe avvicinato al cane del 22enne, un dogo argentino, e aveva raccontato: “In Romania c’è un mio parente che sa come si devono trattare questi cani”. Di qui la discussone e la reazione violenta del 22enne, che adora il suo cane, con gli scatti del quale ha riempito la sua pagina Facebook. Il 22enne si è accanito sul romeno a pugni e calci, anche dopo che lo straniero era finito a terra. Davanti agli occhi e soprattutto al silenzio dei suoi amici. Ora rischia almeno 20 anni di carcere. Le posizioni dei giovani testimoni saranno valutate dalla magistratura nel giro di qualche tempo.

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