Esteri

Usa, rapporto su torture della Cia: “Brutali e inutili”

 Washington. Non lasciamolti dubbi il durorapporto reso pubblico dal Senato Usache denuncia le torture usate dallaCianelle sue tecniche di interrogatorio dopol’11 settembre.

Nella ricerca, costata cinque anni di lavoro, si parla di “inganni, disonestà e brutalità”, che non avrebbero portato risultati investigativi e spesso coinvolgevano innocenti.

Le tecniche “rafforzate” utilizzate dalla Cia per interrogare i sospetti terroristi, si legge infatti, “non sono state efficaci”, non avendo portato a risultati di rilievo ai fini investigativi. Non solo, spesso andavano a colpire persone innocenti o fermate per errore. Tra le vittime che avrebbero subito torture da parte della Cia, “una su cinque era tenuta in stato di detenzione per sbaglio, per un errore di identità o a causa di cattive informazioni di intelligence”.

Per quanto riguarda la torture, il rapporto sottolinea come i detenuti venissero sottoposti a torture come il waterboarding e la privazione del sonno “in modo praticamente continuativo per giorni e a volte per settimane”. “La privazione del sonno poteva significare anche tenere i detenuti sveglio per 180 ore, costringendoli a stare in piedi o in posizioni scomode, a volte con le mani legate sopra la testa”, si legge nel rapporto. In una delle prigioni segrete dove venivano condotti questi interrogatori siè registrata la morte di almeno un detenuto, deceduto per ipotermia dopo essere stato tenuto incatenato nudo al pavimento di cemento.

Il rapporto denuncia anche altre torture, come quelle a cui venivano sottoposti detenuti, nudi ed incappucciati, e trascinati avanti e in dietro mentre venivano sottoposti ad un pestaggio.

Un modo di condurre gli interrogatori che aveva sollevato dubbi tra gli stessi agenti, che sollevarono la questione sulle discutibili legalità dei metodi di interrogatorio utilizzati. Ma i vertici dell’agenzia di intelligence li misero a tacere, mettendoli in guardia sul fatto che “quel tipo di linguaggio non era utile”.

Tecniche che anziché aiutare gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo, ha sottolineato il presidente Barack Obama, “hanno danneggiato significativamente l’immagine dell’America e la sua posizione nel mondo e hanno reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partner”. “I duri metodi utilizzati dalla Cia sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese” ha inoltre affermato il presidente americano.

A difendere i metodi brutali di interrogatorio sono però scesi in campo alcuni esponenti del partito Repubblicano, come il capogruppo al Senato Micht McConnell che in un comunicato sostiene queste tecniche hanno consentito di catturare pericolosi terroristi, oltre che uccidere Osama Bin Laden. Tesi sostenuta anche dal capo della Cia John Brennan, che ammette che siano stati commessi errori ma secondo cui è stato possibile “evitare attacchi, a catturare terroristi” grazie a queste tecniche.

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