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Castel Morrone, Pd: “Su depuratore il sindaco bleffa con la legge”

 Castel Morrone. La giunta comunale capeggiata da Pietro Riello, in seguito a una diffida dei consiglieri di opposizione, ha approvato la delibera di Giunta n. 59/2014 per confermare la validità del progetto depuratore Casale e la prosecuzione dell’iter amministrativo.

Sulla questione il consigliere comunale Aniello Riello osserva che con tale delibera non si è chiarito nulla, anzi si è messa una toppa peggio del buco. Infatti, con la delibera si approva la relazione tecnicadi un architettosull’efficacia del progetto, quando con la diffida si contestava, ai sensi articolo 51 del RD numero 2537/1925, proprio l’incompetenza di un altro tecnico a redigere e firmare il progetto di ingegneria idraulica. Inoltre, la Giunta riconosce l’incompetenza degli architetti a redigere progetti in argomento ma allo stesso tempo lo puntella con una relazione tecnica di un altro architetto.

Una follia amministrativa di un sistema di potere fuori controllo. Tra l’altro la relazione approvata, per sostenere la bontà del progetto, contiene un grossolano errore di 1600 metri, riportando in 2500 metri la distanza tra via Pontevecchio e via Duono quando in realtàè di appena 900. Se queste sono le premesse di che dobbiamo parlare?

Se non della conferma che l‘architetto non può redigere progetti di ingegneria idraulica! Inoltre, il sindaco deve spiegare da quali atti amministrativi risulta che sull’area interessata all’edificazione dell’impianto preesisteva un altro impianto di depurazione, quando in realtà il suolo destinato all’edificazione dell’impianto nel Prg è classificato come zona agricola e la normativa vigente stabilisce che l’area prescelta deve ricadere fra quelle destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale. Allo stesso tempo va rilevato che sulla stessa particella catastale è stato redatto e approvato con delibera 21/2009 dallo stesso sindaco e giunta un progetto esecutivo per la realizzazione di un parcheggio multipiano per 200 posti auto mai revocato, riconoscendo che ci troviamo in piena zona urbana non idonea alla realizzazione di impianti inquinanti.

Infine, ricordiamo al sindaco sbadato che, senza accorgersene, ha approvato il progetto in questione in violazione dell’articolo 81bis del regolamento edilizio, che specificamente dispone che gli impianti di depurazione devono essere provvisti di una fascia di rispetto di larghezza non inferiore a cento metri dalle abitazioni. La fissazione della distanza minima è ricondotta alla esigenza di evitare che microrganismi patogeni o sostanze particolarmente pericolose raggiungano zone abitate, residenziali o di traffico veicolare.

La battaglia del Pd continua nel rispetto della legalità ma soprattutto per evitare alle famiglie di pagare altri ottantamila euro all’anno di tasse comunali, che possono benissimo risparmiare con la realizzazione del collettore di 900 metri da via Pontevecchio a via Duono, così come previsto dal progetto di rete fognaria del 1996 a servizio del depuratore bacino Subia.

Partito Democratico Castel Morrone

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