Portici

Scuola di Polizia Penitenziaria, l’Alsippe: “Puo’ coesistere col Tribunale”

 Aversa. Nel Castello Aragonese può esserci una “felice coesistenza” tra la Scuola di Polizia Penitenziaria e il Tribunale di Napoli Nord da poco insediatosi all’interno del complesso e che, a quanto pare, sta per prendere il sopravvento.

E’ l’opinione dell’Alsippe – Alleanza Sindacale di Polizia Penitenziaria – che in una nota, a firma del segretario generale Alessandro Belfiore, esprime il proprio disappunto per l’ormai imminente decisione di sopprimere il polo formativo a causa della necessità di nuovi locali per il tribunale.

In una nota inviata al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, al governatore Stefano Caldoro e al sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco, il sindaco scrive: “Il complesso formativo della Scuola di Aversa nasce quale polo d’attrattiva culturale-avanguardistico, nell’aggiornamento e formazione del personale di Polizia Penitenziario nel meridione, specificamente nella zona cosiddetta ‘calda’ dell’hinterlandcasertano. Fine di tale realizzazione, con ingenti impegni di spesa per ristrutturare il Castello Aragonese, risultava essere quello di avere un sito di formazione e aggiornamento che costituisse vanto e prestigio nel panorama penitenziario, garantendo, al contempo, una presidio di sicurezza in un territorio alquanto denso di criminalità.

Tale Polo formativo, in più di dieci anni di attività, ha mantenuto fede all’impegno di elevare lo spessore formativo e culturale del personale di Polizia Penitenziaria, costituendo anche una preziosa risorsa ed un cospicuo vantaggio della cittadina aversana e di tutto il meridione. Allo stesso tempo la sua venuta ad esistenza si è sempre giustificata sul fatto che la maggior parte del personale interessato alla formazione è prevalentemente proveniente dalla Campania e dalle altre regioni limitrofe del meridione. Mentre la coesistenza di due plessi formativi per la Polizia Penitenziaria nella stessa Regione Campania, da un lato trovavarationelle considerazioni geografiche appena dette, e dall’altro, nel fatto che la SFap di Portici fosse la predestinata – da un punto di vista strutturale e logico – alla chiusura.

È chiara in tal senso l’antinomia che si è venuta a creare, dove una Sfap perfettamente funzionante e che non richiede spese per il suo utilizzo – quella di Aversa – verrà ad essere chiusa, mentre un’altra – quella di Portici – che di spese ne richiede in cifre oltre i sei zero, resterebbe in vita (senza neanche sapere se attualmente può ospitare a norma i corsi e per quanto tempo potrà mai reggere in questo stato). Quando, invece, gli attuali spazi destinati alla Scuola di Aversa, consentirebbero una sorta di felice coesistenza e sopravvivenza della stessa Scuola con il Tribunale da poco insediatosi all’interno del Castello Aragonese che li ospita.

Di fatto, al Tribunale per continuare ad espandere la sua attività con il carico sopraggiunto, occorrono ufficialmente 15 stanze, che la Scuola di Aversa può agevolmente concedere, potendo, poi a sua volta soddisfare le esigenze didattiche previste, essendo in grado di ospitare 80 – 90 allievi per corso.

Pertanto, pur rispettando le esigenze del Tribunale che si è insediato nel plesso, la Scuola – senza alcun dispendio economico – potrebbe continuare ad esistere, garantendo i suoi alti livelli formativi. Allo stesso tempo, si evitare l’assurdo paradosso di sopprimere una Scuola efficiente, per far restare in vita un’altra Scuola che necessita ingenti somme per il suo ripristino efficiente, ed allo stesso tempo, verrebbero soddisfatte le legittime pretese del Tribunale in loco operante. Il tutto senza alcun onere ed in perfetta linea di risparmio economico che la spending review governativa richiede.

Infine, che dire dello smacco subito dai concittadini aversani che vedono dopo anni privarsi di un sito fortemente voluto come quella della Scuola di Polizia Penitenziaria? Ed è doveroso accennare che i contatti pregressi con la massima autorità cittadina evidenziano tutto l’interesse comunale a rendere disponibile altra struttura per ospitare la Scuola Penitenziaria, stante la longeva e fruttuosa convivenza cittadina della stessa.

Pertanto, questa sigla sindacale propone una linea di mediazione che consenta al Tribunale di recuperare altri spazi sopprimendo quelli dell’attuale Scuola non utilizzati e di contro, consentendo nel razionalizzare l’impiego delle risorse per ognuno disponibili, alla Scuola di continuare la propria attività nel panorama campano e meridionale in attesa che gli impegni locali possano trovare piena attuazione nell’interesse reciproco alla conservazione di entrambi i plessi: quello Giudiziario e formativo.

In conclusione, ci opponiamo fermamente alla chiusura della Scuola quale perdita di patrimonio formativo e vanto dell’Amministrazione penitenziaria e chiede alle Autorità in indirizzo di soprassedere alle procedure comunicate almeno sino all’individuazione di altra soluzione più congeniale alle esigenze di tutti: quelle dell’Amministrazione, dell’Autorità comunali sede e giudiziarie, nonché della Polizia Penitenziaria tutta”.

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