Aversa

Il caso Maddalena approda in Regione

 Aversa. E venne il giorno della ‘Maddalena’ presso la commissione consiliare Trasparenza della Regione Campania.

Fallita la prima riunione indetta dal direttore generale dell’Asl Paolo Menduni a causa della diserzione motivata del comune di Aversa, dopo un rinvio di una settimana, domani mattina, nella sede della Regione, saranno ascoltati i diversi soggetti in campo, primi fra tutti i sindaci dei tre comuni interessati territorialmente: Aversa con Giuseppe Sagliocco, Trentola Ducenta con Michele Griffo e Lusciano con Luciano Esposito oltre al dirigente della struttura sanitaria casertana. Un incontro dal quale nessuno, in verità, si aspetta molto.

Anche se, in queste ultime ore si è materializzato un progetto abbastanza particolareggiato, già consegnato dal suo autore all’Asl nel giugno del 2013, redatto da una equipe coordinata da Luigi Guerriero, docente presso la locale facoltà di Architettura.

Un piano caduto nel dimenticatoio sino ad oggi, quando lo ricorda il consigliere comunale Michele Galluccio affermando di averne conosciuto dell’esistenza da Menduni che, comunque, non avrebbe intenzione di servirsene. Piano che prevede la realizzazione di strutture sportive, piscina olimpionica compresa, oltre che istituti scolastici da ospitare nei fabbricati già esistenti per risparmiare i costi delle locazioni, il tutto con un apporto anche da parte di privati. Un’idea che, in linea di massima, non dispiacerebbe al sindaco Sagliocco che potrebbe lanciare una proposta in tal senso sul tavolo regionale.

Intanto, si moltiplicano le prese di posizione. A lanciare un’idea che prevede la partecipazione di tutta la città attraverso il referendum consultivo previsto dallo Statuto della città di Aversa il consigliere comunale indipendente, ex An, Gino della Valle. A suo avviso “si dovrebbe destinare il più grosso polmone verde dell’agro aversano a parco pubblico a servizio della città di Aversa e dei paesi confinanti e dell’agro, con la rivalutazione delle essenze arboree esistenti, magari non dichiarandole tutte ‘malate’ come quelle di via di Jasi, senza nessun’altra struttura oltre quelle già esistenti, anzi abbattendo qualche volume inutile e disarmonico con il contesto”.

Per quanto riguarda il modo per giungere a questo, della Valle afferma: “Si prenda esempio dalla procedura attuata per l’acquisto del Parco Pozzi. Si convochi una conferenza di servizi con la Provincia e i due comuni confinanti con l’ex ospedale psichiatrico (Trentola e Lusciano). Si manifesti la volontà all’Asl e alla Regione di destinare quell’area a parco pubblico chiedendo di porre il vincolo ambientale e paesaggistico”.

Infine, la proposta che amplia la partecipazione sul futuro dell’ex manicomio: “Sto pensando anch’io all’istituzione di un comitato ‘pro parco pubblico’ nella Maddalena arrivando a promuovere una raccolta di firme (ne occorrerebbero duemila circa) per indire un referendum consultivo sulla questione a norma dell’articolo 13 dello Statuto della città”.

Interessante anche la posizione del due volte sindaco di Aversa Lello Ferrara che ha dichiarato: “Il problema è normativo. Se non si risolve cancellando la previsione secondo cui i manicomi vanno venduti e il ricavato impegnato per fini legati alla psichiatria, è inutile che si continui ad affermare cosa si vuole fare, visto che non ci sono soldi. Soldi che, invece, i privati hanno”.

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