Carinaro

35 anni fa l’inaugurazione della chiesa di S.Croce

 Carinaro. Sono trascorsi 35 anni da quel 16 settembre del 1979 che sancì l’inaugurazione della luminosa Chiesa dedicata alla Santa Croce nel complesso della scuola materna delle suore in Via Tasso a Carinaro.

Voluta ed edificata grazie all’opera instancabile dimonsignor don Gennaro Morra, parroco di Carinaro dal 1953 al 1989 e vicario episcopale per l’edilizia sacra della Diocesi di Aversa.

Situata in una vasta opera creata alla fine degli anni ’50, l’edificio sacro è parte integrante della vita comunitaria sia delle suore che la gestiscono che dei fedeli che la frequentano. Dedicata alla Santa Croce perché l’ordine di religiose che lo gestiva allora era quello di Santa Croce di Besozzo (Varese) che per circa un ventennio ha diretto l’intera attività.

Molte sono state le Superiori e le Suore di Besozzo che si sono avvicendate qui a Carinaro tra esse come non ricordare Suor Ada, Suor Agnese, Suor Lucia, Suor Emerenziana, Suor Laura, Suor Luigia, Suor Letizia e le Madri Superiori Suor Margherita, Suor Ausilia e altre.

Tanti ricordi e tanta attività pastorale hanno svolto nella nostra parrocchia: incontri di Azione Cattolica, canti per animare la liturgia, recite, feste della mamma e del papà, festa del Natale e del carnevale e a tutte quelle rappresentazioni che venivano svolte in parrocchia le suore erano sempre presenti.

 Don Gennaro spese un’intera esistenza per realizzare prima la parte antistante adibito attualmente a scuola materna e poi quella resto stante che ospita la casa famiglia. Quella della chiesa, poi, è stata una sua ferma volontà: dotare la struttura e l’intero rione di un edificio sacro a cui tutti potevano accedere. E ci riuscì.

Il 16 settembre 1979, dopo anni di lavori, venne inaugurata dal Vescovo di Aversa Antonio Cece la chiesa di Santa Croce. Don Gennaro scelse il giorno più bello per noi Carinaresi, il 16 settembre la festa liturgica di Sant’Eufemia: infatti portammo in processione dalla Chiesa Parrocchiale alla chiesa di S. Croce il Simulacro della Santa accompagnata da un popolo festante preceduti dal S. Ecc. Mons. Cece, da don Gennaro, da don Ciccio Belardo, dalle Suore, dai Seminaristi Antonio Lucariello, Domenico Comparone, Giuseppe Picone e Giovanni Affinito, dal Sindaco Masi e dall’Amministrazione Comunale, dai Giovani e dalle Donne di Azione Cattolica. La concelebrazione eucaristica fu preceduta dal saluto del Parroco don Gennaro che rivolse al Vescovo Cece e dopo la benedizione della Chiesa di S. Croce seguita dalla S. Messa animata dalla Schola cantorum diretta da Suor Agnese.

Risuonano ancora nelle orecchie di chi vi scrive le parole che durante l’omelia Mons. Cece rivolse a don Gennaro, che non esitò a dire quello che pensava della sua azione pastorale e l’opera che si stava inaugurando esclamò ad un certo punto a gran voce: “Fedeli di Carinaro, don Gennaro una ne fa e mille ne pensa”; e si riferiva al proficuo impegno al quale si dedicava don Gennaro anima e corpo per il bene funzionale e spirituale di Carinaro.

Nel 1984 la chiesa fu arricchita da una pregiatissima statua della Madonna di Fatima, collocata in uno splendido trono in marmo granito, che noi stessi acquistammo a Fatima anche per sciogliere un ex voto che don Gennaro fece a seguito della terribile malattia (linfoma linfatico) che lo colpì agli inizi del 1983.L’edificio sacro consta anche di un Teatrino sottostante che fu inaugurato il 4 maggio 1984 con l’allora gioventù di Azione Cattolica con la commedia di Eduardo De Filippo “Non ti pago”.

Sono trascorsi 35 anni la chiesa di Santa Croce rimane sempre un punto di rifermento per tutto il rione “Edificio scolastico” e supplisce anche alla parrocchia titolare in momenti di necessità quali lavori e indisponibilità liturgiche. Ogni domenica si celebra la S. Messa a cura del Parroco don Antonio Lucariello o suo delegato. Le Suore dei Sacri Cuori “Gesù e Maria” che ne detengono la custodia la utilizzano anche nelle ricorrenti feste della Scuola Materna “S. Eufemia”. Carinaro non poteva non ricordare questa ricorrenza. Carinaro è sempre grata a don Gennaro Morra.

Giuseppe Barbato

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