Italia

Ruby, il pg chiede conferma condanna a 7 anni per Berlusconi

 Milano. Confermare i 7 anni di carcere per Silvio Berlusconi imputato a Milano nel processo in appello sul caso Ruby. E’ la richiesta del sostituto procuratore generale,Piero De Petris, nei confronti dell’ex premier, accusato di concussione e prostituzione minorile.

De Petris ha spiegato che non c’è “ragione alcuna” per concedere all’ex premier le attenuanti generiche, sia “per i fatti di reato contestati, sia per il complessivo comportamento tenuto dall’imputato”, sia per il precedente penale della condanna per il caso Mediaset.

Secondo il sostituto pg, la “severità” della pena inflitta in primo grado “è innegabile”, ma è corretta.In particolare, ha spiegato il pm, “la severità del trattamento sanzionatorio è innegabile”tuttavia per il pm la sentenza di primo grado “non si poteva attestare sul minimo edittale della pena”. In sostanza, il magistrato ha spiegato che i 7 anni di carcere per Berlusconi sono una pena severa, ma giusta.

De Petris si è quindi detto nettamente contrario alla richiesta della difesa di inviare gli atti al tribunale dei ministri (istanza già presentata nel dibattimento di primo grado).

Il sostituto Pg ha chiarito che, come riporta il capo di imputazione sulla concussione contestata al leader di Forza Italia, Berlusconi ha abusato “della sua qualità” con quella telefonata nella famosa notte del maggio 2010 e non ha invece commesso un reato nell’esercizio delle sue funzioni. Dunque, il giudizio spetta “al giudice ordinario e non al tribunale dei ministri”.

Il processo di secondo grado potrebbe giungere a sentenza già il prossimo 18 luglio, quando i giudici si riuniranno in camera di consiglio.

Nelle stesse ore della requisitoria presso il tribunale di Milano, è stata diffusa la notizia che la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi, accusato di induzione a mentire (le ultime notizie sul filone giudiziario barese).

Per il tramite del faccendiere napoletano Valter Lavitola avrebbe pagato l’imprenditore Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.

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