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Auto, l’assicurazione la pagano i genitori mentre i figli danno passaggi

 I costi legati alle auto aumentano sempre di più: si paga un bollo più alto, i prezzi dei carburanti continuano a salire e anche le assicurazioni auto non ci danno tregua.

Una soluzione però c’è, almeno per alcune di queste variabili di spesa. Il bollo infatti non dipende da noi e anche il prezzo del carburante non possono deciderlo gli automobilisti; quello su cui però possiamo agire è l’assicurazione auto. Cercare un’assicurazione online, ad esempio, potrebbe darci la possibilità di sfruttare qualche promozione sul web.

Altra strada percorribile è il confronto delle tariffe di Zurich, Direct Line e coì via in modo da selezionare l’assicurazione auto più conveniente sul mercato. Attenzione però che l’assicurazione auto più vantaggiosa potrebbe non essere quella migliore per noi: è sempre bene infatti valutare un prodotto in base alle nostre specifiche esigenze e non solo in base al prezzo. Inoltre è bene prestare la massima attenzione anche alla compagnia assicurativa con cui stipuliamo la polizza; le truffe sono sempre in agguato: per controllare se una società è autorizzata a vendere assicurazioni, oltretutto, è sufficiente consultare la lista delle compagnie sul sito dell’Ivass. In più il portale dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni offre anche molti consigli utili per il consumatore.

Queste questioni riguardano però soltanto chi ha l’onere di dover pagare l’assicurazione auto. Tutta la beata gioventù che ha la patente ma usa la macchina di mamma e papà, questi problemi non se li pone nemmeno. Possedere la patente tuttavia implica anche degli oneri, soprattutto, secondo una curiosa ricerca del Centro Studi e Documentazione Direct Line, considerando che molti genitori chiedono regolarmente passaggi ai figli.

Se prima erano i genitori a dover portare i figli a scuola, a fare sport, dagli amici, ecc. con la conquista della patente i ruoli tendono a invertirsi; e questo è ancora più evidente con il passare degli anni. Secondo l’indagine del Centro Studi e Documentazione Direct Line, svolta su un campione di clienti inglesi e italiani, ben l’82% dei genitori in Italia ammette di chiedere ai propri figli un passaggio, contro il 79% dei genitori inglesi.

Il 64% del campione italiano, inoltre, ricorre a un passaggio da parte dei figli soltanto quando non ha altre possibilità di spostamento, mentre il 10% si fa accompagnare almeno una volta a settimana e il 6% almeno una volta al mese. C’è però anche un 2% di genitori che approfitta quotidianamente della disponibilità dei figli.

L’indagine del Centro Studi e Documentazione Direct Line mostra che il 25% dei genitori italiani si fanno dare un passaggio ai negozi, il 20% all’areoporto, il 18% sul posto di lavoro. Seguono la stazione ferroviaria (14%), la casa di amici (10%) e i ristoranti (7%).

Risultati molto simili anche per il campione inglese; in questo caso la destinazione privilegiata sono sempre i negozi, seguiti però dalla casa di amici e dal ristorante. La richiesta di un passaggio avviene per il desiderio di risparmiare sul biglietto dei mezzi pubblici e per la comodità di raggiungere la propria destinazione senza guidare o cercare parcheggio.

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