Esteri

Ucraina, liberi osservatori Osce. Ma prosegue l’offensiva

 Kiev. Gli ispettori militari dell’Osce (l’Organizzazione per la Sicurezza e la cooperazione in Europa) catturati dai miliziani filorussi a Slavyansk sono stati rilasciati. Lo ha reso noto Vladimir Lukin, inviato del Cremlino nel sud-est ucraino.

“Tutte le 12 persone che ho nella lista sono libere'”, ha detto. Conferme anche dall’Osce, con il segretario generale Lamberto Zannier che assicura che “gli ostaggi stanno bene”. Il 25 aprile i filorussi avevano preso in ostaggio 12 persone, di cui 8 osservatori militari dell’Osce e quattro militari ucraini che li accompagnavano. Uno degli osservatori, quello svedese, era già stato rilasciato per motivi di salute.

Ma l’operazione “anti-terrorismo” condotta dall’esercito ucraino contro le roccaforti dei ribelli a Slavyansk e Kramatorsk (Est) continua. Lo ha annunciato il Ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov. “La fase attiva dell’operazione prosegue dall’alba, noi non ci fermiamo”, ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook. “Questa notte, le forze coinvolte nell’operazione antiterrorismo a Kramatorsk hanno preso il controllo della torre della televisione che in precedenza era sotto il controllo dei terroristi”, ha aggiunto, precisando che “l’operazione è stata condotta dai soldati della Guardia Nazionale e dell’Esercito”.

L’offensiva di Kiev è stata rilanciata ieri, venerdì 2, in una giornata di guerra civile che ha provocato morti e feriti soprattutto a Slavyansk, roccaforte della rivolta separatista filorussa, e a Odessa. Il capo regionale della polizia di Odessa, Petro Lutsiuk, è stato licenziato dopo gli scontri tra filorussi e nazionalisti nella città sul Mar Nero, culminati nell’incendio della sede dei sindacati. Lo ha reso noto il ministro dell’interno ucraino Arsen Avakov. Il bilancio complessivo della giornata di ieri, ha aggiunto, è di 42 morti e 125 feriti, tra cui 21 poliziotti. Le autorità cittadine hanno dichiarato tre giorni di lutto cittadino. L’Ue ha chiesto che sulla strage venga svolta “un’inchiesta indipendente per assicurare alla giustizia i responsabili di questi atti criminali”. Vittime anche a Andreievka: Viaceslav Ponomariov, autoproclamato sindaco di Slavyansk, ha detto che in nottata sono morti oltre 10 civili del villaggio, che tentavano di bloccare un corteo di auto degli ultra nazionalisti di Pravi Sektor. Ci sono anche 40 feriti, ha aggiunto. Mancano per ora conferme indipendenti.

Una situazione che preoccupa la comunità internazionale: “La violenza e il disordine che hanno portato a tanti morti e feriti assurdi sono inaccettabili – ha scritto in un comunicato un portavoce del Dipartimento di stato americano -. Noi chiediamo alle due parti di lavorare insieme per restaurare la calma, la legge e l’ordine”. Sempre da Washington Obama e Merkel ammoniscono che l’Occidente è pronto a far scattare contro la Russia la fase 3 delle sanzioni, quelle settoriali, in particolare se saranno ostacolate le prossime presidenziali del 25 maggio.

È “assurdo” parlare di elezioni in Ucraina dopo la tragedia di Odessa e l’escalation nel sud-est, ha detto il Cremlino. Che, attraverso il portavoce di Putin Dmitri Peskov, ha ammesso di aver perso la sua influenza sulle forze di autodifesa del sud-est ucraino, di non poter risolvere la situazione da solo e di non sapere ancora come rispondere alla crescente violenza.

La situazione in Ucraina è stata al centro di una telefonata tra il segretario di Stato americano, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. “È importante per la Russia ritirare il sostegno ai separatisti” e cominciare la “de-escalation della situazione”, ha detto Kerry. Lavrov ha invitato gli Usa “ad usare tutta la loro influenza per costringere” Kiev “a cessare immediatamente le azioni belliche nelle regioni sud-orientali ucraine, a ritirare le truppe e a liberare i partecipanti alle manifestazioni di protesta”. Il Paese, ha aggiunto il ministro russo, sta sprofondando in un conflitto fratricida.

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