Esteri

Kiev, blindati e soldati ucraini verso est

 Kiev. E’ alta la tensione nell’Ucraina orientale dove è scattata una nuova operazione contro i militanti filo russi che hanno occupato alcuni edifici pubblici.

Il blitz rischia di complicare il dialogo perseguito dal premier Arseniy Yatsenyuk, che lunedì aveva aperto ai separatisti, offrendo loro negoziati e un contributo alla riforma della Costituzione che tuteli i loro interessi. Un’offerta valutata positivamente dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che da Pechino l’ha definita “un passo nella giusta direzione, anche se molto tardivo”.

Il capo della diplomazia russa ha però rinnovato le accuse al governo di Kiev di procedere a colpi di “minacce e ultimatum”.

La replica gli è venuta dallo stesso Turchynov, a detta del quale il Cremlino mantiene “piani brutali”, con l’obiettivo di “incendiare non soltanto Donetsk e la sua regione ma tutto il sud e tutto l’est, da Kharkiv a Odessa”.

Per giovedì è in programma il vertice a quattro di Ginevra che dovrebbe vedere riuniti intorno a un tavolo i capi delle diplomazie della stessa Kiev, di Mosca, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea: un appuntamento destinato a restare in bilico fino all’ultimo, anche perché le autorità ucraine considerano i blitz dei secessionisti un “pretesto” per far saltare i negoziati.

Intanto il presidente Usa Barack Obama in una telefonata ha invitato il presidente russo Vladimir Putin ad esercitare urgentemente pressioni sui filorussi insorti in Ucraina affinché depongano le armi, mentre il governo di Kiev guarda gia’ ai caschi blu dell’Onu al fine di fermare l’escalation separatista.

Le tensioni tra Stati Uniti e Russia si sono esacerbate in virtù di due episodi, prima il sorvolo nel mar Nero da parte di un caccia russo di una nave da guerra Usa e poi la visita a Kiev del capo della Cia, John Brennan. In una dichiarazione la Casa Bianca ha accusato Mosca di sostenere “separatisti filorussi armati che trattano di minare e destabilizzare il governo dell’Ucraina”.

Obama ha detto a Putin che “tutte le forze irregolari nel paese devono deporre le armi”. Putin dal canto suo ha negato ogni coinvolgimento di Mosca ma non ha convinto l’Unione europea che sta andando avanti con le sanzioni a dirigenti russi.

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