Campania

Camorra, arrestato il latitante Angelo Cuccaro: si nascondeva ad Ardea

 Napoli. Era nella lista dei 100 latitanti più ricercati Angelo Cuccaro, soprannominato “Angiulillo ‘i fratone”, boss del quartieri Barra e Ponticelli di Napoli, arrestato sabato pomeriggio dalla polizia ad Ardea, in provincia di Roma.

Cuccaro, catturato dopo due anni di latitanza, è destinatario di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere ed una condanna definitiva all’ergastolo in qualità di mandante dell’omicidio di Luigia Esposito, rinvenuta cadavere il 14 novembre del 1996 nelle campagne di Sant’Anastasia. Cuccaro, 42 anni, si nascondeva ad Ardea in una villetta monofamiliare.

Il cerchio attorno a lui si è chiuso negli ultimi tempi, e sabato pomeriggio, quando gli uomini sul campo hanno avuto la certezza che l’uomo che seguivano da tempo era Cuccaro, sono intervenuti. Al blitz hanno partecipato gli uomini della squadra mobile di Napoli, del Servizio centrale operativo, del Servizio polizia scientifica, della squadra mobile di Roma e del commissariato “Ponticelli”, diverse decine di uomini in tutto.

Cuccaro era a bordo di una Mercedes. Vistosi accerchiato ha cercato di fuggire, speronando le auto degli agenti. Ma non ha potuto fare altro che arrendersi e farsi ammanettare. Non era armato ed era in compagnia della moglie, che era andato a trovarlo.

Immediatamente dopo l’arresto gli investigatori coordinati dai pm Valentini e Fratello della Dda napoletana, hanno perquisito l’abitazione nella quale si nascondeva. Guido Marino, alla guida della questura partenopea da qualche mese non nasconde la sua soddisfazione per l’arresto.

“È l’ennesimo risultato di quella “macchina da guerra” che è la squadra mobile di Napoli”, ha detto nel corso della conferenza stampa in via Medina. Accanto a lui c’è il capo della mobile, Fausto Lamparelli, il dirigente della sezione criminalità organizzata, Vasaturo, e la dirigente del commissariato Ponticelli, Antonella Andria. E a loro che rivolge il suo apprezzamento per il lavoro svolto. “Non riesco ad essere sorpreso, – ha aggiunto – questo arresto è il frutto di un lavoro costante e senza soste degli uomini e delle donne della questura”.

Cuccaro gestiva con i fratelli Michele e Luigi, entrambi latitanti, gli affari dell’omonimo clan attivo nell’area orientale dei Napoli già dalla fine degli anni ’80. Il gruppo attualmente detiene il monopolio di tutte le attività illecite del quartiere di Barra e delle aree confinanti inclusa Ponticelli.

Lo scorso 8 marzo, a Capodrise, in provincia di Caserta, la polizia ha arrestato un pregiudicato ritenuto un esponente di spicco dello stesso clan: si tratta di Vincenzo Amodio, di 50 anni, condannato a otto anni di reclusione per concorso in estorsione e usura, aggravati dal metodo mafioso nei confronti di titolari di sale di videogiochi e di agenzie di scommesse online, ai quali venivano imposte tangenti. Insieme ad Amodio venne condannato anche Cuccaro.


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