Sant’Arpino

Capone: “Comune diventato emblema della peggiore politica”

 Sant’Arpino. Non avendo più specchi sui quali arrampicarvi non vi resta altro che infangare un onesto imprenditore che quotidianamente lavora per creare lavoro.

Capisco che per voi certi termini – onesto, lavoro – sono di difficile comprensione, ma se vorrete qualche giorno – con l’aiuto di un dizionario – cercherò di spiegarveli. Messi faccia a muro da una triste realtà, vi limitate ad attaccare sguaiatamente il sottoscritto.

Ma purtroppo per voi c’è un abisso fra chi – come voi – è abituato a vivere come sanguisughe sulle spalle dei cittadini e chi – come Francesco Capone – non ha bisogno di piantonare ogni giorno l’androne del Palazzo Ducale per dare un senso compiuto al trascorrere delle ore.

Ma indossare la maschera dei democratici – dei liberali – non vi servirà a niente. Ormai vi conosce tutta l’ Italia. I recenti fatti di cronaca – trasmessi a reti unificate da televisioni, radio e giornali – hanno portato alla luce del sole quella scellerata gestione della cosa pubblica che da sempre ha caratterizzato il sistema Di Santo – il vostro sistema.

È inconcepibile che in un periodo di crisi tanto profonda – che sta devastando non solo le oneste famiglie di lavoratori – ma l’intero sistema sociale – ci sia una pseudo classe dirigente, come la vostra, che pensa solo ed esclusivamente a garantire il proprio potere fatto – come è noto – anche di regali molto costosi. E per le famiglie di quanti non fanno parte del Sistema Di Santo cosa rimane? Per loro non resta che affidarsi alla Provvidenza ed ai pochi euro che sono ancora nelle loro tasche.

Ed allora se avete un minimo di senso delle istituzioni abbiate il coraggio di presentarvi in Consiglio comunale e spiegare alla cittadinanza come è la situazione delle casse pubbliche. Venite e spiegateci come mai i dipendenti della Multiservizi debbano ancora percepire due mensilità, una tredicesima e due quattordicesime.

Spiegateci come mai siete nell’impossibilità di saldare queste spettanze e soprattutto dite alla cittadinanza cosa avete fatto e cosa state facendo per rimettere in riga i conti del nostro paese, ridotto sul lastrico da gestioni degne di una repubblica delle banane. Ma lo sanno anche le pietre che non spiegherete mai questo disastro.

Del resto c’è una sola ragione: la vostra amministrazione familistica, famelica e clientelare che ha fatto di quello che una volta era un Comune modello l’emblema della peggiore politica, che il 21 dicembre ha vissuto – davanti alle telecamere dei telegiornali di mezzo mondo – la pagina più buia e triste della sua millenaria storia. Se vi è rimasto un minimo di dignità – se mai l’avete avuta – abbiate il coraggio di fare l’unico gesto sensato: dimettetevi!

Francesco Capone

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