Aversa

“Terranera, Scampia tra disagi e speranze”, musical di Ansi Teatro

 Aversa. Porre sotto i riflettori la realtà che la gioventù di Scampia è costretta a vivere quotidianamente non è per niente semplice, ma la sfida non è dispiaciuta a Giuseppe Capoluongo, scrittore e protagonista del musical “Terranera”, …

… in scena all’auditorium “Arte” di Caivano nei giorni venerdì 7, sabato 8 (per le scuole) e domenica 9 febbraio (aperto al pubblico). Prima dell’inizio dello spettacolo dell’ultima serata, a partire dalle ore 19, si terrà un incontro con Rosaria Peluso, autrice del libro “Libera”, a cui parteciperanno personalità di peso come il sindaco di Caivano, Antonio Falco, il presidente nazionale dell’Ansi (Associazione nazionale scuola italiana), professor Carlo Chirico, l’assessore Severino Nappi, il consigliere regionale Raffaele Sentiero, la dottoressa Generosa Manzo ed il dottor Crescenzo Autieri. A completare il quadro il coordinamento di Ferdinando Bocchini (ordinario di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”) e la presenza esclusiva dell’insegnante di “Amici”, Alessandra Celentano.

TERRANERA. Sarà una rappresentazione unica nel suo genere quella che Giuseppe Capoluongo, originario di Miano, porterà sul palcoscenico caivanese per il secondo anno di fila. Fondamentale è stato il grande impegno, specie in fase di preparazione, del regista Franco Apicella, professore di matematica nella vita, ma amante del teatro che sa comunicare e sa trasmettere tanto a chi se lo gusta direttamente dalle poltrone della platea. In uno spettacolo che sa accostare musica a vicende di vita, giocano un ruolo fondamentale le coreografie, a cura di Roberta Martino, la direzione musicale di Pina Apicella, le scenografie di Loredana G. Perrotta e la regia Audio e Luci di Mario Esposito. Ad “Hair Fashion Gino Lamberti” la gestione di trucco e parrucco. Un progetto nato per evidenziare (e denunciare) le note poco felici del quartiere di Scampia e che oscilla, quasi come ciondolo, sul baratro dei vizi e delle discriminazioni ingiustificate sociali: c’è spazio per l’omosessualità, per la droga, la prostituzione; persino per lo sfruttamento minorile.

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Le emozioni sono molteplici e si intrecciano a melodie che non sono state tratte solo dall’album omonimo di Nino D’Angelo del 2001, ma anche da tutto il suo passato musicale. Nonostante l’attenzione si focalizzi sull’artista napoletano, le canzoni non ne ripercorrono fedelmente le linee guida, piuttosto si vanno a collocare in un assetto decisamente più preciso, nel quale si da sfogo al superamento del cantante dal caschetto biondo, dando vita ad una sorta di evoluzione. Lo stesso Nino D’Angelo, in passato, ha incontrato Giuseppe Capoluongo, dicendosi interessato ad assistere, un giorno, al suo spettacolo. In fondo è stata proprio la parte romantica e creativa del cantante ad essere il pilastro portante dell’opera dello scrittore.

La trama ruota intorno alla figura di Luca (Giuseppe Capoluongo), educatore di comunità che viene trasferito nel quartiere napoletano di Scampia, noto al mondo per essere uno dei centri principali di spaccio di sostanze stupefacenti e traffico illegali di armi. Entrare in contatto con le problematiche dei ragazzi non è un gioco semplice il neo-arrivato, che deve adeguarsi ad una realtà così diversa da quella che gli ha donato le radici. E’ lui che, purtroppo, comincia a sentire sul suo collo il fiato della malavita organizzata (emblematica, in questo senso, è la scena del camorrista Don Ferdinando irrompe sulla scena e chiede al professore di non “rovinare” la mente dei giovani con le sue idee tanto legali quanto tristemente scongiurate dal sistema).

Il seme del giusto e del legale viene piantato in seno alla comunità e, soprattutto, nel cuore di Nicola, un 15enne che vive con la sorella (sposata con un camorrista) e che viene ritenuto, dal boss Ferdinando, un futuro possibile perno principale del clan. Ci vorranno tempo e tanta sofferenza per Luca per essere accettato dalla realtà sociale di Scampia, ma i suoi insegnamenti verranno assimilati dai ragazzi.

ANSI TEATRO AVERSA. Un’associazione, l’Ansi teatro Aversa, che ha trovato la sua giusta collocazione nel mosaico dei laboratori teatrali campani e che ha sede ad Aversa. Originatasi dalla spinta di Giuseppe Capoluongo, il gruppo teatrale, composto da quasi trenta persone, alimenta una passione che vive sulla pelle di giovani che si presentano come speranze del panorama teatrale locale. Gente che nella vita svolge mestieri di tutt’altro tipo, ma che si ritrova in sala prove con l’intento di trasmettere messaggi forti che contrastano la criminalità e le devianze minorili. “Primi di essere registi, siamo docenti. Ci proponiamo alle scuole, cercando di illustrare quelle che sono le cose salvabili”, dice Franco Apicella, il cui lavoro, negli anni scorsi, ha portato alla realizzazione anche di Scugnizzi.

Non è un caso che l’associazione, in breve tempo, sia divenuta un punto di riferimento stabile per veri talenti del mondo del teatro come Nicola Graziano e Cesare Segreto, i quali, praticamente a 14 anni, hanno sposato la causa aversana senza più lasciarla. “Al di là dei messaggi educativi, è un modo anche per noi farci educare”, afferma Segreto, che aggiunge: “L’Ansi, come ho potuto notare in questi anni, si pone l’obiettivo di ascoltare i ragazzi, intervenendo con parole giuste. Una grande famiglia, insomma”.

IL CAST NOME PER NOME. Ecco i nomi dei protagonisti dello spettacolo: Giuseppe Capoluongo, Federico Capoluongo, Fabiana Capoluongo, Nicola Graziano, Maria Rosaria Graziano, Antonella Scintilla, Ida Postiglione, Tonya Lucariello, Kevin Visconti, Dylan Visconti, Roberta Martino, Francesco Martino, Federica Cuciniello, Ciro Cipullo, Arianna Scarano, Enzo Malpeso, Nino Fabozzi, Cesare Segreto, Carmine De Chiara, Francesca Milone, Maria Migliaccio, Maria Rosaria Mangiacapre, Giovanna Tirozzi, Mario Morlando, Giulio Della Volpe, Salvatore di Maio.

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