Aversa

Strage di cuccioli, Lega Cane chiede controlli su eta’ animali

 Aversa. “Auspico che ci sia la nomina di veterinari indipendenti quali consulenti tecnici di ufficio da parte della magistratura competente per verificare se presso la struttura World Pet Center di via Cappuccini ad Aversa, oggetto dell’incendio della notte tra venerdì e sabato scorso, fossero ospitati cuccioli più piccoli rispetto a quello consentito dalla legge”.

A parlare Emma Gatto, responsabile della locale sezione della Lega per la difesa del cane che continua: “Mettendo da parte lo stato emotivo, emozionale della vicenda che ha provocato sgomento anche in chi animalista non è – ha continuato Gatto – chiedo che si accerti, visionando i cuccioli morti nel rogo, se fossero o meno superiori ai 40 giorni di età. Si badi, non intendo colpevolizzare nessuno, ma ci sono state segnalazioni di cani che avevano 20, 25 giorni, mentre le norme in vigore prevedono che i cuccioli non possono essere staccati dalle madri prima di 40 giorni. A questo punto, credo sia meglio verificare come sta la situazione. In genere, non sappiamo se questo avviene anche nel vivaio ungherese della società in questione, i cuccioli vengono brutalmente staccati dalle madri, sedati e trasportati dai Paesi dell’Est in Italia. Acquistati per pochi spiccioli vengono venduti a prezzi altissimi qui da noi”.

La responsabile della Lega dei cani ricorda anche che due anni fa i carabinieri indagarono sul centro aversano proprio puntando su questo particolare. Indagini che, però, stando a quanto riferito dai titolari del canile aversano non ebbero alcun riscontro rispetto alle ipotesi iniziali. Gatto chiede anche che sia verificato se in quel centro di via Cappuccini fossero rispettate tutte le condizioni di sicurezza per i cuccioli quando afferma: “Così come accade per gli incidenti sul lavoro, a farne le spese sono i più deboli, Quest’ultima è una categoria: i più deboli. E non c’è dubbio che i cuccioli siano un soggetto debole. Mi chiedo: perché il camion dato alle fiamme era parcheggiato così vicino al capannone? Inoltre, un incendio può sempre accadere: cosa è stato fatto per fare sì che si evitassero conseguenze come quelle che, purtroppo, si sono verificate?”.

Interrogativi sui quali già nell’immediatezza della strage dei 25 cuccioli innocenti si sono espressi gli addetti al vivaio aversano che hanno sottolineato come quella struttura di via Cappuccini fosse più che in regola. A determinare quale fosse, effettivamente la situazione all’interno della struttura che, ricordiamo, al momento dell’incendio ospitava ben 200 cuccioli di cane tutti appartenenti a razze pregiate, giunti da qualche giorno in Italia con provenienza dall’Ungheria, dove la stessa società che gestisce il centro di Aversa ha un proprio vivaio dal quale i cani, come riferito dagli addetti, partono con tanto di tracciatura che risponde ai diversi requisiti richiesti dalla normativa di settore. Nello specifico dell’incendio, intanto, continuano le indagini da parte dei carabinieri del reparto territoriale di Aversa.

I militari, coordinati dal capitano Daniele Girgenti, in attesa del rapporto ufficiale dei vigili del fuoco che dica se l’incendio sia o meno di natura dolosa, continuano a raccogliere elementi utili, tra cui diverse testimonianze. Al vaglio soprattutto l’ipotetico coinvolgimento del titolare del centro in una vicenda di camorra. Un pentito, due anni fa, lo accusò di riciclaggio. Nelle scorse settimane, quando ne è venuto a conoscenza, il titolare ha presentato una querela per calunnia nei confronti del pentito.

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