Orta di Atella

Puc, il Pd alla maggioranza: “Inutile nascondersi, dimettetevi”

 Orta di Atella. Il manifesto di consolazione, con cui il sindaco cerca di giustificare il fallimento della sua storia politica, conclusasi (nel peggiore dei modi) con il tentativo di “ritirata” del Puc ed il parere di non coerenza ai dettati normativi ed alle linee guida del Ptcp, è l’ennesimo capriccio di chi non è capace di dare risposte serie ad una questione grave.

Il cruccio di un irresponsabile, che cerca di scaricare le sue colpe, prima, sul nostro gruppo consiliare e, dopo, sulla Provincia, che non gli ha consentito di mortificare ogni più elementare principio del Piano Territoriale Provinciale.

La verità la troviamo, però, nella sua stessa dichiarazione alla cittadinanza, che evidenzia una totale mancanza di lucidità e, nel contempo, mostra l’interesse di un uomo, che non sembra, neppure lontanamente, avere a cuore il problema della casa di quelle migliaia di famiglie colpite dai provvedimenti di sequestro.

Secondo lo stesso Brancaccio, infatti, gli organi della Provincia hanno evidenziato che “la realtà urbanistica di Orta di Atella sarebbe fuori da ogni tipo di canone e casistica riconosciuta dal Piano Territoriale Provinciale”.

Che fallimento! E quanti soldi spesi inutilmente per mantenere una giostra di incapaci.

Dopo questa figuraccia, il nostro sindaco è subito corso a precisare che il parere della Provincia non è vincolante (nel senso che il Comune non ha l’obbligo di rispettarlo) e che lui non si dà per vinto, essendo sicuro che il “suo” Puc rispetta la legge.

Ma, se il Puc rispetta la legge ed il parere della Provincia non è vincolante, allora, perché si è tentato di ritirarlo?

Se le carenze tecniche che abbiamo, sempre, evidenziato nelle nostre osservazioni, non lo preoccupano, ora che il parere della Provincia è stato formalizzato, perché non tira fuori il coraggio, portando il Puc in consiglio comunale per l’approvazione definitiva? Che disastro! E che delusione!

Secondo il parere della Provincia, il Puc realizzato dalla giunta Brancaccio “è fuori da ogni tipo di canone e casistica riconosciuta”. Tutto da rifare. Che incompetenza. E dice, pure, di non sentirsi bocciato.

Che amarezza! Non ha capito, ancora, che il problema è proprio lui.

Secondo noi, oltre al Piano Urbanistico, anche questa giunta è fuori da ogni canone e casistica.

Scrive di volersi ritirare per un approfondimento. È quanto, già, sta facendo la magistratura!

Le chiacchiere, caro sindaco, lasciano il tempo che trovano. I fatti dicono che, dopo 4 anni di amministrazione, siamo al punto di partenza. Anzi peggio! Numerosi, infatti, sono stati i sequestri di interi parchi e, vista l’aria che tira, non c’è da sorprendersi, se si verificheranno nuovi sequestri. Se ciò accadrà, è perché il tempo passa ed una giunta comunale immobile, o meglio, concentrata su altri affari, non è capace di adottare quei provvedimenti in grado di regolarizzare gli abusi.

Siamo, in bilico di un’amministrazione inetta. Se avete un minimo di dignità, dimettetevi!

Tutti. In blocco. Non è materia vostra. Anziché preannunciare convegni-farsa, al sindaco, consigliamo, invece, di venire a riferire in consiglio comunale. Ne abbiamo fatto espressa richiesta. Sempre che non si ritiri anche dal confronto. Spiegheremo ai cittadini come stanno veramente le cose e quale può essere la soluzione. Il nostro progetto di Puc, rispetta integralmente le prescrizioni della Provincia, non contiene conflitti di interesse ed è stato proposto in tempi non sospetti ed in diverse occasioni. Ultima con le nostre 6 Osservazioni al Puc stesso.
Una proposta dettagliata, con puntuali riferimenti tecnici e normativi, che, partendo da una fotografia Reale del paese, prevede la soluzione dei problemi urbanistici di Orta, con modesti impegni economici e con ricadute benefiche sull’intero territorio. Una proposta che può essere sintetizzata in tre punti cardine:

1) Nessun abbattimento (tutela del cittadino che ha acquistato in buona fede);

2) Nessuna realizzazione di nuovi alloggi a danno della popolazione (zero cemento in edilizia privata) ma soltanto opere pubbliche;

3) Riequilibrio dell’intero territorio comunale con ricaduta dei benefici anche nella parte storica del paese e per tutti coloro che sono stati rispettosi delle leggi e del territorio.

Proprio per questo, vi diciamo: “Dimettetevi! Subito! Nascondersi, ormai, non serve più a niente”.

I consiglieri comunali del Partito Democratico:
Francesco Piccirillo, Giuseppe Roseto, Michele De Micco e Stefano Minichino

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