Campania

Napoli, Renzi parla in sala semivuota a Città della Scienza

 NAPOLI. E’ abituato ai bagni di folla ma a Napoli, fortino di Cuperlo, Matteo Renzi si deve accontentare di una doccia tiepida.

La platea non è certo delle grandi occasioni per il comizio da campagna elettorale delle primarie Pd (l’8 dicembre si vota).

Nell’auditorium di Città della Scienza a Bagnoli non c’è il pienone. In principio, addirittura, la sala appare semivuota, anche se a metà comizio sostenitori del sindaco di Firenze, simpatizzanti e semplici curiosi sono aumentati. Del resto, è anche vero che a Napoli città, nei congressi di sezione, i cuperliani hanno prevalso mentre Renzi è riuscito ad “asfaltare” l’avversario solo, si fa per dire, in provincia. Ad ascoltarlo in prima fila ci sono anche il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, e il sindaco di Salerno e viceministro delle Infrastrutture, Vincenzo De Luca.

Lo slogan “L’Italia cambia verso” campeggia sullo schermo alle spalle del palco con i coloro rosso e blu, mentre la ’R’ stilizzata di Renzi è stampata sui gadget esposti all’ingresso. Abbraccio tra De Luca e Renzi prima dell’inizio del comizio da parte del sindaco di Firenze.In apertura del suo discorso il rottamatore ha spiegato la scelta di Città della Scienza come “un atto simbolico e doveroso” nei confronti del polo scientifico-culturale partenopeo distrutto in parte da incendio doloso nei mesi scorsi.

“È del tutto evidente – ha affermato, tra le altre cose, Renzi – che la Corte costituzionale ha rimesso la palla nel campo del Parlamento. E io penso che il Parlamento riuscirà ad essere serio, non perchè sono ottimista ma perchè ci sono tanti gruppi che hanno una fifa matta di tornare alle elezioni”.

Per Renzi “c’è alla Camera la possibilità di fare una legge che risponda soprattutto al requisito che chi vince, vince davvero”.Infine, il rottamatore scherza ricordando chi, in occasione delle precedenti primarie aveva bollato il suo come un bel discorso della sconfitta e dice: “Stavolta vorrei evitare di fare il bis magari facendo un discorso brutto, ma della vittoria”.

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