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Beni confiscati ai clan: assolti Gigliofiorito, Capitelli e De Angelis

 PIGNATARO. Assolti perchè il fatto non sussiste. Cadono tutte le accuse per l’ex assessore di Caserta Arturo Gigliofiorito, Gabriele Capitelli e Antimo De Angelis.

I tre erano stati accusati di omissione di gestione dei beni confiscati ai clan Lubrano, Nuvoletta e Ligato. Gigliofiorito si occupava della cooperativa ‘Mondo Tondo’, mentre Capitelli e De Angelis erano i responsabili della cooperativa ‘Icaro’, tutte tra Santa Maria e Pignataro Maggiore.

In una nota il consorzio Icaro commenta:

Dopo quasi tre anni di attesa, si chiude una brutta pagina nella lotta al recupero dei beni confiscati alla camorra dove, proprio coloro i quali avevano raggiunto i migliori risultati in questo campo, sono stati fermati da accuse tanto ingiuste quanto infamanti.

Questa sentenza di piena assoluzione restituisce un po’ di quella dignità che il Consorzio Icaro ed il suo storico presidente si sono conquistati in oltre 20 anni di onesto lavoro. Ben più di due anni fa la struttura consortile è stata interessata da un’informativa prefettizia che è non è un’interdittiva antimafia, ma una mera informazione della Prefettura, non avente alcuna valenza interdittiva.

L’ex presidente e il suo vice del Consorzio Icaro sono stati indagati per l’accusa di aver trascurato di gestire una parte di un terreno agricolo confiscato sito nel Comune di Pignataro Maggiore di cui, in realtà, si occupava un colono che pagava il fitto ai vecchi proprietari: fatti questi che il Gip del Tribunale di Napoli ha ritenuto che neanche costituissero reati.

Nel 2005 lo stesso consorzio aveva ricevuto l’affidamento giuridico e non il materiale possesso del bene in questione, che presupponeva la redazione in contraddittorio dello stato di consistenza e l’immissione in possesso, dal Commissario Prefettizio, allora operante nel comune di Pignataro Maggiore.

In pratica è stato sottoscritto un documento di assegnazione al Consorzio a cui non è mai seguita la materiale consegna da parte del comune del terreno. Tale elemento è risultato di fondamentale importanza in quanto non ha consentito al Consorzio stesso di rendersi conto della sua reale ubicazione, oltre che della grandezza e delle condizioni, entità e condizione. Se ciò fosse avvenuto, per esempio, ci si sarebbe potuto accorgere subito che su questi Beni vi era un pescheto coltivato e si sarebbe potuto intervenire per individuarne i conduttori e i beneficiari.

Del resto, il colono che gestiva l’area aveva un contratto regolarmente registrato e coltivava il pescheto anni prima che venisse affidato al Consorzio Icaro. L’“Informativa Atipica” rilasciata dalle Prefetture di Napoli prima e di Caserta poi non evidenzia alcun rapporto della struttura con la criminalità organizzata ma riporta le circostanze di fatto indicate ed inerenti la gestione del pescheto e conferma, in modo inequivocabile, che non vi è preclusione alcuna per il Consorzio Icaro a continuare a gestire o acquisire servizi.

Alcuni enti invece hanno proceduto in autonomia alla rescissione dei contratti in essere, provvedimenti che sono stati impugnati dallo stesso consorzio nelle opportune sedi giudiziarie. Il Tribunale Regionale amministrativo della Campania ha definitivamente disposto l’annullamento dell’informativa antimafia atipica, ex art. 1-septies del D.L. 629/1982, rilasciata dalla Prefettura di Caserta, n. prot. 1575/12b.16/ANT./Area 1^ del 19 giugno 2012 e dell’informativa antimafia atipica, ex art. 1-septies del D.L. 629/1982, rilasciata dalla Prefettura di Napoli rilasciata in data 17 aprile 2012, riguardanti entrambe il Consorzio Icaro nonché i provvedimenti di revoca di rescissione disposti dagli enti. Tra i beni confiscati di cui, da anni, il Consorzio si è occupato con successo figurano la Comunità per Minori “Stella Marina” di Castelvolturno, lo Sportello Immigrati istituito presso il bene confiscato di Castel Volturno, la Fattoria Agricola con Comunità per Disabili (Maiano) in Sessa Aurunca ancora condotta da una cooperativa associata al Consorzio e, nello stesso comune di Pignataro Maggiore, i beni “100 Moggia” e “Villa Ligato”, ove sono state realizzate iniziative di carattere sociale finalizzate ad aiutare persone svantaggiate, ricevendo solo consensi e apprezzamenti per l’operato.

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