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Recale, Lasco (Pd): “Mi sento ostaggio della criminalita’ predatoria”

 RECALE. Sistemi di allarme, porte blindate e serrante corazzate non allentano la morsa della criminalità predatoria.

Nel mirino di bande ben organizzate, che agiscono tanto di notte quanto di giorno, finiscono imprenditori, commercianti e semplici cittadini. Dalle denunce presentate all’autorità giudiziaria, negli ultimi trenta giorni emerge una predilezione dei malviventi verso il Comune di Recale. I reati – e, in particolare, i furti nelle abitazioni – avrebbero raggiunto dimensioni allarmanti e ogni colpo messo a segno contribuisce a minare la percezione di sicurezza e a far crescere la paura. A riportare il tema al centro del dibattito politico è Giuseppe Lasco, esponente del Partito democratico ed ex amministratore.

«Parlo a titolo personale – precisa – e, da recalese, mi rivolto al sindaco Patrizia Vestini, a tutti i partiti, alle associazioni e agli altri cittadini: mi sento ostaggio di quei malfattori che stanno “ripulendo” le nostre dimore. Non possiamo rimanere inermi; è arrivato il momento di reagire!».

L’altra notte, ignoti si sono introdotti in casa Lasco, hanno scassinato il portone blindato e hanno fatto razzie: contanti, monili preziosi e le tre auto parcheggiate nel cortile. «La mia vicenda – afferma – è simile a quella di tante altre; l’unica differenza è che io ho la possibilità di renderla pubblica. Il danno economico, talvolta ingente, non va trascurato, ma a fare più male è il sentirsi violentati, anche quando non ci si accorge di nulla, come nel mio caso, e soprattutto la sensazione d’impotenza che scatta dopo».

È inutile dire che i tentativi di arginare questa “invasione barbarica” ci sono e gli arresti non mancano. I militari della stazione di Macerata e gli agenti del commissariato di Marcianise fanno il possibile, solo che controllare tanti Comuni avendo a disposizioni pochi uomini e, a volte, pochi mezzi, è difficile.

«Sarebbe tutto meno complicato – ritiene Lasco -, se ognuno desse un contributo. I residenti e i negozianti, collaborando nell’identificazione dei criminali, e le istituzioni locali, sia favorendo sinergie tra polizia municipale e forze dell’ordine, sia attivando o rendendo davvero efficaci i sistemi di videosorveglianza».

L’ex assessore arriva a ipotizzare persino l’intervento dell’esercito: «Sono un militare in congedo – dichiara – e non demonizzo l’uso dei nostri ragazzi a supporto delle forze dell’ordine, se questo può servire come deterrente. Non ho ricette in tasca. Di una cosa, però, sono convinto: bisogna riscoprirsi comunità e avere il coraggio e la forza di chiedere aiuto».

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