Aversa

Terra dei Fuochi, Wwf: “Aversa e l’agro siano di interesse nazionale”

 AVERSA. L’immediata messa in sicurezza ambientale e sanitaria permanente di Aversa e dell’agro è quanto chiede Alessandro Gatto, referente settore rifiuti ed inquinamento del Wwf Aversa, agro Aversano-Napoli nord e litorale domizio in una nota trasmessa agli organi istituzionali e alla stampa.

“Chiediamo – esordisce Gatto – immediatamente la messa in sicurezza ambientale e sanitaria permanente di tutto il territorio dell’agro aversano-litorale domizio flegreo”.

“Questo procedimento – continua – risulta essere preliminare ad ogni eventuale ed auspicabile azione di bonifica, che comunque deve essere attuate sotto lo stretto controllo delle popolazioni locali. Il piano di messa in sicurezza ambientale deve provare a contenere e limitare quanto possibile i gravissimi danni ambientali provocati dai rifiuti tossici sversati in questo territorio a partire da circa 25 anni ad oggi. In primo luogo deve essere assolutamente vietato l’utilizzo dell’acqua di prima falda freatica per qualsiasi fine”.

“Inoltre – aggiunge – da diversi anni, stiamo proponendo la conversione all’agricoltura cosiddetta ‘No Food’ (cioè agricoltura non destinata nè all’uso umano, nèanimale e nemmeno come biomasse da incenerire) nei siti già caratterizzati e in quelli che si caratterizzeranno in futuro come inquinati. In questo modo si consente la continuità agro economica, si evita che possibili derrate alimentari avvelenate continuino ad arrivare nel piatto dei cittadini e al contempo si inizia ad attuare una prima parziale bonifica dei suoli contaminati. Perché, alcune specie botaniche, in particolare hanno la naturale capacità di attuare un processo che viene definito phitoremediation, cioè fitoestrazione dei contaminanti dal suolo. Solo così potremo iniziare a vedere realizzato il sogno di tantissimi cittadini di non essere più terrorizzati dal territorio in cui vivono”.

“Sappiamo – sottolinea Gatto – cheSogesid a novembre del 2010 ha iniziato il lavoridi caratterizzazione e la fase di analisi e di monitoraggio dell’ inquinamento prodotto in alcuni siti dell’area denominata ‘Agro aversano-litotale domizio-flegreo’. Si stannoutilizzando piezometri, carotaggi, analisi di acqua percolato, suolo, e così via. Ora chiediamo che i dati vengano resi pubblici e resi facilmente comprensibili per tutti senza mistificazioni e mezze verità”.

“Contemporaneamente alle caratterizzazioni – ricorda la nota – sono statefatte le analisi delle acque di pozzo, cioè di prima falda, in una area di circa 2000 ettari a monte e a valle delle discariche suddette, facendo anche lo studio idrodinamico dello scorrimento delle acque di falda. Si è appreso da questo studio che la direzione dell’acqua va dal territorio del comune di Parete (Caserta)verso il lago patria (Giugliano in Campania- vicino al mare). I risultati ottenuti sono stati il ritrovamento di: composti organici volatili ed altre sostanze pericolose e cancerogene, su questi dati il comune di Giugliano ha dovuto emettere un divieto di utilizzo delle acque di pozzo”.

“Ma – continua – ora ci chiediamo quanto queste acque di falda ed il relativo inquinamento passa ai prodotti ortofrutticoli. Quanto è minacciata la salute dell’ambiente e la salute delle popolazioniqui residenti”. “In questo senso – aggiunge – si devono dare certezze ai cittadini. Dopo il declassamento da sito di interesse nazionale a sito di interesse regionale dell’agro aversano-litorale domizio flegreo cosa potrà fare la Regione Campania di più di quanto è stato fatto (non fatto) finora?”. “Su queste discariche– ribadisce la nota – chiediamo immediatamente la messa in sicurezza permanente”.

“È urgente – aggiunge – avere un monitoraggio delle acque di falda intorno a quelle micro discariche diffuse dove sono stati scaricati 10 camion o 20 camion di fusti tossici, nelle aree di Casal di Principe, Villa Literno e così via.In quei luoghi si deve subito interdire la coltivazione e si deve passare subito al ‘No food’ e si deve interdire qualsiasi utilizzo delle acque di pozzo”.

“Tutto quello che si vede – sottolinea la nota – lo sappiamo già (discariche, montagne di “ecoballe”, microdiscariche abusive sparse un po’ dovunque, fumi neri e tossici dovuti alla combustione di rifiuti industrili, agricoli e solidi urbani in aperta campagna…).Ora ciserve saperequello chenon si vede”. “Alziamo l’attenzione per capire cosa c’è.Qui c’è in ballo la nostra vita. La vita di tutti noi. Quindi se noi non sappiamo bene cosa si nasconde nelle nostre terre, nelle falde acquifere e in tutto l’ambiente che ci circonda come possiamo proteggere l’ambiente e noi stessi”, conclude la nota.

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