Aversa

Movida e ordinanza scaduta, Castaldo: “Inefficienza amministrativa”

 AVERSA. Il mancato, fino al momento in cui scriviamo, rinnovo dell’ordinanza numero 135 del 2013 che regolava, in via sperimentale per quattro mesi, gli orari di apertura e chiusura degli esercizi di somministrazione, limitando anche l’orario delle emissioni sonore, dà occasione ad Antimo Castaldo, …

… candidato sindaco per il movimento civico ‘Democrazia e Territorio’ alle ultime amministrative ed oggi rappresentante del Pd, quale nuovo iscritto al partito, di puntare il dito contro quella che definisce “l’inefficienza dell’amministrazione municipale e, in particolare, del sindaco quale responsabile della delega alla polizia municipale”.

“Come avvocato, come rappresentante di Democrazia e Territorio e come iscritto al Partito Democratico, del quale ho preso la tessera, devo sottolineare – dice Castaldo – il quanto meno strano comportamento del primo cittadino che sottoscrive una ordinanza e poi non la rispetta, né la fa rispettare. Cosa di cui ha accusato funzionari della sua amministrazione, ricordando che le ordinanze vanno fatte rispettare”.

“Mi riferisco – continua il neo esponente del Pd – all’ordinanza numero 150 del 2013 che, con il mancato rinnovo della 135, è l’unica rimasta in vigore per regolamentare i problemi creati dalla movida che incidono inequivocabilmente sull’ordine pubblico, la sicurezza e la tranquillità dei cittadini residenti nelle zone in cui il fenomeno sociale si svolge”.

“L’ordinanza 135, scaduta il 7 ottobre, doveva essere immediatamente riproposta perché – afferma Castaldo – è compito del sindaco far rispettare le leggi e prima fra tutte le sue stesse ordinanze”. “Mi riferisco – chiarisce – al capoverso quattro dell’articolo 6 dell’ordinanza numero 150, la sola ad oggi è rimasta in vigore, che afferma testualmente ‘nell’ipotesi di ricorrenti lamentele della popolazione per rumore, anche ingenerato dal comportamento di avventori mediante grida, schiamazzi, sbattimento di portiere e accensione dei motori, è fatta salva la facoltà del Comune di adottare, in conformità a quanto indicato al punto 4 della circolare ministeriale 36 44/C del 28. 10. 2011, provvedimenti formali di limitazione agli orari di apertura e chiusura degli esercizi per specifiche esigenze di pubblica sicurezza, specie connesse al consumo di alcolici, fatta salva l’eventuale responsabilità penale del gestore come chiarito dalla sentenza 24.11.2004 numero 25484 della cassazione penale’”.

“Considerando che quelle che vengono definite “ricorrenti lamentele della popolazione” sono state ufficializzate in più e più occasioni al primo cittadino e che c’è persino una formale diffida indirizzatagli da me, quale avvocato rappresentante legale di 15 cittadini avversari che hanno, in questo modo ufficializzato, le problematiche create dal rumore, dagli schiamazzi e dai comportamenti tenuti degli avventori dei locali presenti in via Seggio, era obbligo di Sagliocco riproporre l’ordinanza 135 già il giorno successivo alla scadenza”. “Sarebbe stato un atto doveroso, al quale – sottolinea Castaldo – era tenutosi sia a quale sindaco sia quale delegato alla polizia municipale”.

“La mancata riproposizione dell’ordinanza è – ribadisce il neo esponente del Pd – l’insufficienza amministrativa del primo cittadino al quale, nell’atto di diffida trasmessogli dai miei clienti, è stata paventata la possibilità di una richiesta risarcitoria del danno prodotto dagli effetti della movida sulla salute psico-fisica dei singoli”.

“Richiesta – conclude – che verrà presentata per via giudiziaria nel caso in cui non vengano eliminate le cause da cui sono originate quelle che lui stesso, nella sua ordinanza numero 150 definisce ‘ricorrenti lamentele’ create dal rumore e dagli schiamazzi che sono una caratteristica costante della movida di via Seggio”.

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