Succivo

Roghi tossici, la Forestale blocca un “avvelenatore”

 SUCCIVO. Gli uomini della stazione del Corpo Forestale di Marcianise hanno bloccato, nella giornata di lunedì, un 61enne, C.P., che un’area campestre di Succivo aveva preparato un consistente cumulo di rifiuti al quale avrebbe dato fuoco.

Si trattava, in particolare, di sidui vegetali frammisti a materiale plastico, ubicati nelle vicinanze di terreni coltivati. All’uomo è stata comminata una sanzione amministrativa pari a 600euro.

Altro intervento a Vairano Patenora, in località Masseria Pagliarone, dove i forestsali, mentre percorrevano la strada statale Venafrana, scorgevano un incendio di rifiuti abbandonati su un terreno incolto. La combustione riguardava svariati tipi di materiali: vaschette di plastica, contenitori, nastri adesivi, sacchetti in rete per prodotti ortofrutticoli, bobine di nastri per etichettatrici, cartoni, bottiglie di plastica e di vetro. L’enorme fumo nero e l’odore acre aveva interessato un’area che si estendeva per una superficie di circa 70 metri quadrati e le fiamme ardenti avevano raggiunto un’altezza di circa due metri. La pattuglia procedeva ad allertare immediatamente i vigili del fuoco che iniziavano le operazioni di spegnimento alle ore 22, per terminare alle 2315.

Il fuoco, tuttavia, non impediva ai forestali di effettuare una mirata e contestuale attività di indagine: le fiamme, infatti, non logorando le etichette adesive poste sulle svariate confezioni di plastica, consentivano agli operatori di risalire all’impresa agricola che, contravvenendo alla legge e alle regole del vivere civile, aveva “ben pensato” di smaltire illecitamente i propri rifiuti, dandoli alle fiamme. Il presunto autore della condotta illecita è stato deferito all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di abbandono e smaltimento illecito di rifiuti.

Il comandante provinciale della Forestale, Michele Capasso, sostiene che “il fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti, i cosiddetti ‘roghi tossici’, richiede la definizione di azioni concrete, immediate e puntuali e che gli interventi effettuati sul territorio sono indice dell’esistenza di un consistente mercato illegale che, acquistando ‘a nero’ necessita di smaltire in modo illecito gli scarti prodotti dalla propria attività”.

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