Sant’Arpino

A che serve “l’infornata” di delegati?

 SANT’ARPINO. Come da tradizione disantiana l’encefalogramma dell’attività amministrativa nel mese di agosto è a dir poco piatto, quasi morto.

Eppure, vista la recente “infornata” di deleghe ad assessori e consiglieri, l’attività, anche in questo periodo dell’anno, dovrebbe essere più che frenetica, considerato anche il fatto che Sant’Arpino è un paese dalle problematiche più svariate.

Per esempio, come mai nessuna iniziativa è stata adottata e realizzata la scorsa settimana in occasione della fine del Ramadan? No, non è una battuta, visto che nel comune atellano esiste una consigliera comunale, Angela Salino, che ha la delega al Culto.Considerata anche l’ingente presenza di immigrati musulmani come minimo ci saremmo aspettati una qualche manifestazione, o quantomeno l’istituzione di una delegazione che partecipasse mercoledì 14 agosto alla partita in onore di Papa Francesco che si terrà allo Stadio Olimpico di Roma fra Italia ed Argentina.

E, sempre tenuto in debita considerazione il periodo dell’anno, aspettiamo frementi qualche comunicazione del nuovo consigliere delegato all’agricoltura, Francesco Pezone, che sicuramente starà mettendo in piedi seminari convegni su come rendere produttive le campagne santarpinesi, sempre che si riesca ancora ad individuare qualche zona rurale nel comune alle porte di Aversa.

E al ritorno dalle ferie si preannunciano summit infuocati fra i vari delegati ai diversi rioni del paese: il solito Pezone, che ha fra i suoi compiti quello della salvaguardia e dello sviluppo di via Martiri Atellani, Giovanna Varlese, delegata al centro storico e ai rioni Iacp, e Manuela Cinquegrana che si dovrà occupare dello sviluppo della zona Ferrovia.

Ora, a parte il fatto che Sant’Arpino è un comune di soli 3,2 chilometri quadrati, già densamente urbanizzato senza soluzione di continuità, ci chiediamo come mai Di Santo & company, presi da questa invettiva agostana, non abbiamo pensato addirittura di dividerlo in circoscrizioni o municipi seguendo l’esempio di Roma e Napoli?

Siamo certi, inoltre, che la buona Imma Quattromani anche in tempi di crisi e spending review saprà cavare qualche ragno dal buco per i settori a lei affidati quelli dei servizi sociali e le politiche giovanili, anche se la neofita ha dalla sua il vantaggio di poter indirizzare eventualmente quanti ne hanno necessità direttamente da Di Santo che, fra associazioni varie, devoluzioni di stipendio e quant’altro, una soluzione sempre la trova per far fronte alla bolletta di turno.

Ed in attesa della cascata di fondi europei che arriveranno grazie all’oculato lavoro della consigliera al ramo, Varlese, dobbiamo dare atto al settore degli affari legali, affidato al capogruppo, ed avvocato Angelo Lettera, di aver messo già qualcosa in campo: la querela al leader dell’opposizione Francesco Capone per le sue esternazioni in consiglio comunale. Ovviamente il legale incaricato di procedere in tale azione sarà pagato dalla collettività. Quella stessa collettività che si aspetta una soluzione all’annoso problema della gestione del campo sportivo, del quale dovrà occuparsi nella duplice veste di delegato al patrimonio immobiliare e allo sport, Domenico Cammisa, e un paese più pulito. Sarà un caso, ma da quando è stata assegnata la delega all’ambiente all’assessore Fioratti sono stranamente ritornati i sacchetti in strada.

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