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Capodrise, Crescente sana tutti i contenziosi debitori

 CAPODRISE. A circa due anni dall’insediamento, l’amministrazione comunale di Capodrise è riuscita a sanare la pesante situazione debitoria in cui versava il Comune, e a fissare un punto fermo nella gestione finanziaria dell’ente, da cui poter ripartire.

Tutto ciò è stato possibile, non solo grazie al fondo di riequilibrio degli enti territoriali (Dl 35/2013), ma soprattutto grazie all’impegno personale del sindaco, e dirigente Udc, Angelo Crescente nell’opera di mediazione condotta senza sosta per la risoluzione dei più gravosi impegni di spesa avuti in eredità.

«In particolare – esordisce Crescente -, siamo riusciti a ottenere un rateizzo in cinque anni (unici in provincia di Caserta) del debito contratto nei confronti del Cub relativo al periodo gennaio 2009/febbraio 2012 per un ammontare di circa 865mila euro, e al riconoscimento di tutte le contestazioni in danno al consorzio rifiuti per servizi non resi o resi solo parzialmente».

Nel contempo, «è stata portata a termine – aggiunge il sindaco – una delicata trattativa con Impresud per debiti contratti da settembre 2010 a settembre 2011 per un totale di 592mila euro e ad interrompere l’azione di giudizio promossa dalla società contro il Comune per il recupero delle somme». Per ultimo in ordine cronologico, ma non per importanza, «è stato affrontato anche il debito più ingente – prosegue Crescente -, quello maturato nei confronti di Acqua Campania, relativo al periodo gennaio 1992/febbraio 2005, per il quale il Comune è stato condannato in giudizio a pagare la somma oltre 1,5 milioni di euro».

La perseveranza del sindaco, alla fine, è stata premiata: «Il debito è stato suddiviso in due trance – rivela -, con la detrazione di due rate già versate di 110mila euro non riconosciute nella sentenza di giudizio e la compensazione di parte del debito con i crediti che l’ente vanta nei confronti della Regione per un importo di 374mila euro».

Appare evidente che, se non fossero state affrontate e risolte con determinazione e coraggio queste situazioni debitorie, a poco sarebbe servita la “ciambella di salvataggio” lanciata dal Governo, visto che la somma concessa dal fondo di riequilibrio è di 3 milioni e 272mila euro a fronte dell’importo necessario di 5 milioni e 234mila euro.

«Il vero dato politico – precisa Crescente – non sta nell’adempimento di una procedura contabile per distribuire una “manna” piovuta dal cielo, della quale, peraltro, nessuna amministrazione può vantare alcun merito. Ma nell’aver portato a risoluzione problematiche complesse, ottenendo importanti dilazioni di pagamento, che hanno consentito all’ente di poter utilizzare tutti gli spazi finanziari concessi per saldare anche quei debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012, che, diversamente – conclude il sindaco -, non sarebbe stato possibile onorare per le insufficienti risorse disponibili».

Queste precisazioni erano dovute, sia per completezza di informazione sia per riconoscere la giusta paternità dei meriti a chi, abituato a lavorare nel silenzio, non bada a enfatizzare il proprio impegno al servizio del bene comune, né ad accendere riflettori su di sé.

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