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Denise, assolta sorellastra. La madre: “A Berlusconi 7 anni e Jessica impunita”

 TRAPANI. Jessica Pulizzi, 26 anni, è stata assolta dall’accusa di concorso nel sequestro della sorellastra Denise Pipitone, scomparsa nel 2004, quando aveva 4 anni, da Mazara del Vallo (Trapani).

Inflitti, invece, due anni all’ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, per false dichiarazioni rese ai magistrati. I giudici del tribunale di Marsala erano riuniti in camera di consiglio dalle 11 di martedì scorso. I pm Sabrina Carmazzi e Francesca Rago avevano chiesto, al termine della requisitoria, 15 anni di carcere per Jessica, dunque il massimo della pena previsto per tale reato, e cinque anni per Ghaleb. In aula c’era anche la madre di Denise, Piera Maggio, insieme ai suoi legali.

Era il primo settembre 2004. A Mazara del Vallo, in via La Bruna, tra le 11.45 e le 11.50, mentre era affidata alla nonna materna e giocava per strada, la piccola Denise sparì all’improvviso e da allora non sarebbe più ritornata. L’ipotesi fu subito quella del sequestro. Gli investigatori concentrarono l’attenzione sulla sorellastra Jessica, che avrebbe rapito Denise per gelosia. La bambina era nata dalla relazione extraconiugale tra il padre di Jessica, Piero Pulizzi, e Piera Maggio.

Secondo il pm, Denise e la madre Piera potevano sottrarre a Jessica l’affetto del padre. L’accusa, durante il processo, ha ripercorso in aula i conflitti familiari originati dal rapporto sentimentale tra Pulizzi e Maggio. Conflitti ancora forti, che durante il processo hanno portato a un duro scontro tra la Maggio e l’ex moglie di Pulizzi, Anna Corona, evidenziando anche una serie di incongruenze nelle dichiarazioni della ragazza che “gelosa come una moglie – ha detto il pm – spesso passava dalla strada dove abitava Denise nonostante quella via non fosse di passaggio”.

Tra tutte le piste investigative battute, ha ricordato il pm, quella di Jessica è l’unica rimasta in piedi, poiché la ragazza è la sola a non avere un alibi e ad avere un movente. Nel sequestro – hanno aggiunto i magistrati inquirenti – avrebbe chiesto aiuto al fidanzato Gaspare, telefonandolo alle 12.02 di quel primo settembre, pochi minuti dopo la scomparsa dei Denise. Ma Ghaleb negò la chiamata. Poi, dalle 11.13, risultò agganciato da una cella che copre la zona dell’abitazione di Denise.

Secondo i pm, Jessica sarebbe tornata a casa per far vedere la bambina al padre e chiedergli se era sua figlia, ma il padre non era a casa. Lo stesso Pulizzi ha poi detto di avere sospettato della figlia. Sospetti che trovano conferma nel serrato interrogatorio che l’11 settembre 2004 Anna Corona fa alla figlia al commissariato di Mazara. Secondo la ricostruzione dell’accusa “finalmente, Jessica si apre con la madre, ma Anna Corona, compresa la gravità, la interrompe. Anche la madre, dunque, sospetta della figlia”.

Una tesi smentita dal difensore della ragazza, l’avvocato Fabrizio Torre: “E’ innocente, e dice la verità quando racconta cosa ha fatto quella mattina. E’ stata massacrata mediaticamente con l’accusa di essersi avvalsa della facoltà di non rispondere”. Anche Ghaleb, secondo il suo legale Salvatore Chiofalo, non c’entrerebbe nulla con il sequestro: “Ha sempre collaborato con gli investigatori e risposto a tutte le domande dei pm. – spiega l’avvocato – La mattina del giorno del rapimento, inoltre, non si è mosso dalla casa della nonna, in via Degli Artisti, a Mazara. Ci sono quattro testimoni che lo confermano”. Ma quest’ultima versione non ha convinto i giudici Riccardo Alcamo, presidente, e Gianluigi Visco e Omar Gigi Modica.

“Oggi mia figlia è come se fosse stata sequestrata di nuovo”. Così Piera Maggio, madre della piccolaDenise, commenta a caldo la decisione dei giudici. “Si è arrivati all’assoluzione di Jessica nonostante i pm avessero detto che gli indizi contro di lei fossero chiari, univoci e convergenti – dice la donna – C’è qualcuno che vuole gettare in fondo a un fiume questo procedimento”. “A Berlusconi vengono dati 7 anni. Qui per il sequestro di una bambina la persona viene assolta nonostante indizi univoci e convergenti”, ha poi sottolineato la donna. “Non c’è giustizia, non c’è giustizia…”, sono le uniche parole pronunciate dal padre di denise, Piero Pulizzi.

“Una sentenza giusta che interviene all’esito di una lunghissima attività dibattimentale dove sono stati fatti tutti gli approfondimenti necessari”, ha affermato l’avvocato Fabrizio Torre, difensore di Jessica. L’altro difensore, Gioacchino Sbacchi, ha detto a sua volta: “Dirò a Jessica di viversi la sua vita serena e continuare a lavorare e pensare alla sua bambina. E anche alla signora Corona, perché no”. Nel commentare poi la formula assolutoria, che richiama l’insufficienza di prove, Sbacchi ha aggiunto: “Non diciamo sciocchezze. L’assoluzione è assoluzione tanto che non può essere neppure impugnabile”.

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