Campania

Ok ai domiciliari, ma Cosentino resta in carcere per l’inchiesta Eco4

 CASERTA. Il giudice Orazio Rossi della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha concesso gli arresti domiciliari a Venafro, in provincia di Isernia, all’ex sottosegretario all’Economia del Pdl Nicola Cosentino, in carcere dal 15 marzo scorso.

Il presidente del collegio giudicante del processo denominato “il Principe e la (scheda) ballerina”, in cui Cosentino è imputato per riciclaggio e corruzione con l’aggravante di aver agito per agevolare i Casalesi, ha accolto la richiesta degli avvocati difensori, Stefano Montone e Agostino De Caro, di applicare la misura alternativa al carcere dopo l’intervento della Corte Costituzionale, lo scorso aprile, che aveva aperto alla possibilità di usufruire di misure alternative per detenuti accusati di reati con l’aggravante mafiosa. Il giudice ha disposto, dunque, la misura dei domiciliari in Molise per Cosentino.

Il politico di Casal di Principe, però, resta rinchiuso nella casa circondariale di Secondigliano per effetto dell’ordinanza in cui è accusato di concorso esterno in associazione camorristica, per aver agevolato, secondo l’accusa, l’impresa Eco4 dei fratelli Orsi, legati al clan, nella scalata del consorzio che gestiva la raccolta dei rifiuti in Campania.

Lo scorso marzo, sia il giudice Rossi che il presidente del collegio C del tribunale sammaritano, Gianpaolo Gugliemo (titolare del procedimento Eco4), avevano rigettato la richiesta degli avvocati di far affrontare da libero il processo a Cosentino, dopo la mancata candidatura alla Camera decisa dal Pdl. Sul rigetto della richiesta dei legali dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione.

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