Gricignano

Rendiconto, Di Luise contrario: “Manca di attendibilità”

 GRICIGNANO. Voto contrario all’approvazione del rendiconto di gestione 2012 quello che il consigliere di opposizione Gianluca Di Luise ha espresso durante la seduta consiliare di lunedì sera.

“Dalla lettura della relazione della Giunta al Rendiconto – spiega Di Luise – si legge: ‘La Giunta comunale si è insediata a novembre 2012 per cui non è in grado di effettuare una verifica completa ed attendibile sull’attività relativa ai singoli programmi, né tantomeno una valutazione dell’efficacia condotta dalla Commissione straordinaria che ha diretto la gestione del Comune per larga parte del 2012’. Quindi, – si chiede Di Luise – a chi bisogna rivolgersi per avere un giudizio? Forse al revisore dei conti?”.

Il revisore unico dei conti, Toscano, nella sua relazione al rendiconto dichiara: “L’organo di revisione attesta che la relazione della Giunta è stata redatta conformemente a quanto previsto dal Tuel ed esprime le valutazioni di efficacia dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti. Nella relazione è evidenziata l’analisi dei principali scostamenti intervenuti rispetto alle previsioni e le motivazioni delle cause che li hanno determinati”.

A questo punto, secondo l’esponente dell’opposizione, “risulta evidente che ci troviamo di fronte ad un paradosso: la giunta dichiara che non è stata in grado e/o in condizioni di effettuare una verifica completa ed attendibile sui dati di rendiconto, ma allo stesso tempo il revisore dichiara che la giunta ha effettuato l’analisi tecnica dei dati e le motivazioni delle cause che hanno provocato gli scostamenti rispetto alle previsioni. È possibile approvare ciò che non siamo in grado di capire o valutare?”.

In ogni caso, il fatto che l’amministrazione Moretti si sia insediata nel novembre 2012, per Di Luise “non rappresenta e non deve rappresentare un giusto alibi per sottrarsi al compito di dover dare un giudizio di idoneità e di efficacia dell’azione amministrativa che, ricordo ancora una volta, è un obbligo stabilito dall’articolo 151, comma 6, del Tuel”. “In altri termini – sottolinea il consigliere – devo dedurre che per questa amministrazione l’approvazione del bilancio non sembra altro che una semplice e mera formalità, con il solo scopo di rispettare i tempi decadenziali prescritti”.

RESIDUI ATTIVI. Ad ulteriore conferma dei dubbi in merito all’aspetto tecnico della relazione della giunta e di quella del revisore, Di Luise rileva che l’equilibrio finanziario del Comune si basa per larga parte su poco più di 14 milioni di euro ancora da incassare, i cosiddetti Residui Attivi (entrate accertate ma non ancora riscosse) ma che presentano significativi dubbi in riferimento alla loro esigibilità.

“Alcuni di questi crediti – sostiene il consigliere – sono probabilmente prescritti e altri risalenti a parecchi anni fa (in particolare, quasi la metà degli stessi, pari a 6 milioni di euro, risale ad anni antecedenti al 2008). Di conseguenza, c’è il reale rischio che il Comune possa trovarsi in difficoltà perché dovrebbe spendere soltanto quello che incassa e così non sembra essere. Infatti, si corre il serio rischio di coprire spese reali con entrate fittizie provocando probabilmente in questo modo il dissesto finanziario dell’ente. Peraltro, così come stabilito dall’articolo 228 del Tuel, prima dell’inserimento dei residui nel bilancio comunale, l’Ente deve provvedere al riaccertamento degli stessi con indicazione delle ragioni del mantenimento in tutto o in parte degli stessi”.

E tali ragioni e motivazioni, rileva ancora il consigliere, “risultano mancare in tutte le determinazioni dirigenziali di accertamento dei residui, dove viene riportata solamente una generica frase che rimanda alle schede agli atti del competente settore”. “In altri termini – prosegue nella sua disamina il consigliere – nel procedimento di cui trattasi non vi è mai indicata, da parte dei dirigenti responsabili, alcuna motivazione rispetto alle determinazioni assunte in ordine al mantenimento o meno dei residui, e tale mancanza avrebbe dovuto essere rilevata dal revisore dei conti che invece dichiara a della sua relazione ‘che i responsabili dei servizi hanno provveduto ad effettuare il riaccertamento dei residui’”.

E qui Di Luise pone alcune domande: “In base a quale regola sono stati riaccertati i residui? Quanto sono attendibili tali residui? Cosa pensa l’amministrazione in merito all’eventuale inesigibilità, insussistenza o dubbia esigibilità degli stessi? A tali domande non c’è risposta, né nella relazione della Giunta revisore, né in quella del Revisore”.

Al riguardo Di Luise sottolinea che “sotto un profilo non solo formale, la motivazione dell’atto amministrativo è oggi considerata dal legislatore il cuore dei provvedimenti, e la sua mancanza determina la nullità dell’atto stesso. Tutto ciò per affermare che la sottostima delle spese impegnate e la sovrastima delle entrate accertate potrebbe condurre inevitabilmente alla crisi di liquidità, momento ultimo nel quale non si riuscirebbe più a mascherare il dissesto delle finanze comunali. Conseguentemente, qualora i suddetti residui attivi fossero sottoposti a un’analisi accurata, specifica e puntuale sulla loro recuperabilità, (con stralcio delle posizioni non più esigibili) emergerebbe – senza dubbio alcuno – un ‘rischio di credito’ in grado di compromettere seriamente l’equilibrio finanziario dell’Ente”.

Per Di Luise sembrerebbe facile affermare che il Comune è in avanzo di amministrazione “ma tale avanzo – sostiene – potrebbe essere solo nominale e non certo reale: esso infatti si basa su somme delle quali, come più volte evidenziato, nulla si conosce in base all’effettiva riscuotibilità e/o esigibilità”. Dunque, secondo il consigliere, al fine di determinare il reale risultato d’esercizio, “andrebbero fatti dei controlli più minuziosi soprattutto sulla gestione dei residui, andando a verificare non solo la sussistenza del titolo giuridico, ma anche la concreta recuperabilità del credito”.

E “nel caso specifico sarebbe auspicabile che ogni responsabile d’area effettuasse una ricognizione sullo stato degli eventuali contenziosi in corso e sul possibile esito delle vertenze. Le misure auspicate e prospettate, andrebbero ovviamente adottate anche per quanto riguarda i residui passivi, che ammontano anch’essi, si rammenta, a circa 14 milioni di euro. Risulta quasi scontato, purtroppo, evidenziare che anche degli stessi non si ha notizia alcuna in merito alle motivazioni del riaccertamento e delle condizioni di insussistenza”.

Il consigliere ricorda “che un Comune virtuoso e con i conti in regola adempie le proprie obbligazioni nei termini commerciali previsti da fatture e contratti senza ricorrere a dilazioni di pagamento che spesso superano anche l’anno solare”.

DEBITI FUORI BILANCIO. Altra analisi Di Luise la fa sui debiti fuori bilancio: “Non si evince da nessuna parte se alla chiusura dell’esercizio 2012 esistano o meno debiti fuori bilancio da riconoscere e finanziare, né tantomeno se siano state identificate e valutate eventuali sopravvenienze o eventuali insussistenze passive probabili. In particolare, nell’analisi della relazione del revisore manca il riferimento alla tempistica dei pagamenti; niente si sa in merito alla identificazione o meno di eventuali sopravveniente o insussistenze passive probabili; niente si sa in merito ad eventuali procedimenti di esecuzione forzata da finanziare. Niente, in definitiva, è stato dichiarato su l’esistenza o meno dei debiti fuori bilancio in corso di riconoscimento e se tale ammontare complessivo sia superiore o inferiore al fondo non vincolato e dell’avanzo di amministrazione”.

“In altri termini – spiega Di Luise – nella documentazione messa a disposizione non è presente nessuna attestazione rilasciata dai responsabili dei servizi, dell’insussistenza alla chiusura dell’esercizio di debiti fuori bilancio”. Tale importo per il 2012 risulta piuttosto significativo, in quanto ammonta ad 415.901 euro, pari a circa il 900% della stessa voce di bilancio dell’anno 2011. Tale incremento esponenziale di questa posta di bilancio in parte è dovuto alla copertura di impegni di spesa imprevisti per procedure espropriative, ma anche e soprattutto all’acquisizione di beni e servizi senza impegno.

E su questo punto, sulla scorta di un’analisi del Piano economico di gestione, il quale è stato più volte rivisto e corretto a seguito di variazioni di bilancio, Di Luise evidenzia “un’attività amministrativa poco efficiente nel perseguire, come invece dovrebbe, il principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione”. “Inoltre, – continua il consigliere – la copertura di tali debiti fuori bilancio ha causato un aumento anomalo degli oneri straordinari della gestione corrente (+96%) derivante dalla spesa una tantum sostenuta proprio per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio”.

Una situazione situazione di assenza di analisi di questa voce di bilancio che, rileva Di Luise, “oltre a poter esporre l’Ente al rischio di controversie legali, potrebbe sconvolgere gli equilibri di bilancio togliendo ogni significatività alle scritture contabili, che a loro volta potrebbero evidenziare avanzi di amministrazione di fatto inesistenti, oppure occultare disavanzi sommersi. L’insorgenza di tali debiti si riflette in qualche modo anche sui programmi approvati a inizio esercizio (sul Peg, e addirittura sulla relazione previsionale)”.

In sintesi, secondo Di Luise, si tratta di un bilancio in cui si trovano: discordanza tra le dichiarazioni nelle relazioni della giunta rispetto a quella del revisore; evidente mancanza di volontà nel valutare l’attendibilità dei dati e dell’azione amministrativa; mancanza di pareri e motivazioni in merito alle determine dirigenziali di riaccertamento dei residui attivi e passivi; mancanza di una valutazione sull’andamento futuro degli eventuali debiti fuori bilancio; mancanza di indicatori economici e finanziari per poter valutare il passato e programmare il futuro”.

E, pertanto, per il consigliere “è necessaria una visione di natura politico/programmatica da parte della giunta, al fine di evitare che tutto il Consiglio debba avallare impegni di spesa imprevisti dovuti quasi sempre a mancanza di capacità programmatiche derivanti anche e soprattutto dalla deficitaria capacità dell’amministrazione in carica di valutare l’andamento economico/finanziario passato”.

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