Esteri

“Guerra fredda”, arrestato presunto agente della Cia a Mosca

Ryan FogleWASHINGTON. Un segretario dell’ambasciata Usa a Mosca, Ryan Fogle, è stato arrestato nella capitale russa in quanto ritenuto un “uomo della Cia” che stava cercando di “reclutare” un agente russo.

E’ stato bloccato, lunedì sera, mentre era in una strada di Mosca. Degli agenti dell’Fsb (ex Kgb) lo hanno avvicinato e ammanettato dopo essere fatto stendere a terra. In quel momento il diplomaticoindossava una camicia e un cappellino da baseball, e aveva uno zaino in spalla. Poi, nelle immagini diffuse dai media russi, si notavano parrucche, denaro e altri oggetti tecnologici.

Secondo i servizi del Cremlino, Fogle avrebbe offerto un milione di dollari ad un agente russo per collaborare, fornendogli istruzioni dettagliate, trovate scritte su un foglio che aveva in tasca il diplomatico al momento dell’arresto. Accompagnato negli uffici dei servizi segreti, dopo l’interrogatorio è stato raggiunto da un provvedimento di espulsione dal Paese e riconsegnato alle autorità americane, con l’ammonizione del ministero degli Esteri russo, che in una nota ha dichiarato: “Azioni provocatorie, in pieno spirito da Guerra fredda, che non aiutano a rafforzare la fiducia reciproca”. L’ambasciata americana a Mosca non ha rilasciato alcun commento.

Attorno alla vicenda vi sono molti dubbi, soprattutto per il fatto, strano, che un uomo della Cia andasse tranquillamente in giro con istruzioni riservate in tasca. Una storia che ricorda quella delle spie russe fermate negli Stati Uniti dall’Fbi.

Insomma, un clima da “guerra fredda” che inasprisce le polemiche tra servizi nate dopo l’attentato alla maratona di Boston, quando lo spionaggio russo è stato accusato dagli americani di non aver fornito informazioni sull’attentatore Tamerlan Tsarnaev, di origine cecena.

Mercoledì il segretario di stato americano, John Kerry, incontrerà il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, a Kiruna, a margine del Consiglio per l’Artico per discutere della vicenda.

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