Aversa

Rapine in città, psicosi tra i commercianti

 AVERSA. Rapine armi in pugno, anche in pieno giorno e in pieno centro cittadino. L’ultima, in ordine di tempo, quella messa a segno ai danni della gioielleria “Orabona” nella strada dello shopping cittadino, via Seggio, dove uno dei malviventi ha avuto anche l’ardire di agire a volto scoperto.

E nelle mani del malvivente di turno fa sempre capolino una pistola, strumento che può trasformare un colpo in una tragedia, come il recente episodio di Maddaloni ci conferma. E’ allarme microcriminalità nella città normanna, dove, dopo una diminuzione costante del fenomeno negli ultimi anni, come risulta dalle statistiche delle forze dell’ordine, da dicembre ad oggi, si registra un’impennata costate di rapine con tre e anche quattro colpi al giorno.

Vittime preferite ragazzi adolescenti che sono costretti a lasciare nelle mani dei malviventi smartphone o scooter o negozi dove i soliti ignoti colpiscono anche incuranti della presenza di clienti, in periferia come nel centro cittadino, quale che sia la gamma merceologica, dall’abbigliamento all’alimentari alle oreficerie. Rapine avvengono anche in pieno giorno a ridosso di scuole.

Un fenomeno che ha provocato una vera e propria psicosi, con genitori che non lasciano più figli da soli, accompagnandoli a scuola, pur essendo autonomi. Insomma, Aversa si sente una città assediata. Un assedio portato avanti, come gli sporadici arresti stanno a dimostrare, da malviventi provenienti soprattutto dai comuni dell’hinterland settentrionale partenopeo che, grazie all’asse mediano, possono raggiungere Aversa e il suo Agro in pochi minuti e nello stesso tempo lasciarselo alle spalle dopo aver messo a segno un paio di colpi.

Da qui la richiesta secca avanzata da Franco Candia, responsabile cittadino di Ascom-Confcommercio: “Il deterrente fondamentale è rappresentato solo ed esclusivamente dalla presenza di personale delle forze dell’ordine in divisa in strada. In questo senso sono favorevolissimo al ritorno in strada del poliziotto o del carabiniere di quartiere come avveniva sino a qualche anno fa. Inoltre, credo che i commercianti debbano dotarsi di un sistema di videosorveglianza interno che li difenda senza far correre loro rischi particolari”.

Sulla vicenda da registrare anche l’intervento di Pina Giordano, responsabile cittadina della Confesercenti: “Come associazione stiamo cercando di ampliare l’adesione all’iniziativa ‘secur shop’, che prevede l’installazione nell’esercizio commerciale di telecamere collegate direttamente con le centrali delle forze dell’ordine. L’iniziativa beneficia anche di un contributo della Camera di Commercio”.

Per quanto riguarda la situazione aversana, Giordano afferma: “Non è possibile continuare ad avere in città telecamere di videosorveglianza che non funzionano. Aversa ha bisogno, inoltre, di sentire fisicamente la presenza dello Stato. Da qui la richiesta, già avanzata dal nostro responsabile provinciale Maurizio Pollini, di tenere una seduta del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l‘Ordine Pubblico ad Aversa”.

“Stiamo dando un impulso – afferma da parte sua il sindaco Giuseppe Sagliocco – alla video sorveglianza e alla rete wireless per la quale sono già stati stanziati nell’ambito dei fondi europei cinquecentomila euro e per la quale è già stato attivato il procedimento per dar vita alla gara di appalto. Da sottolineare, poi, la costante collaborazione tra il Comune e i rappresentanti delle forze dell’ordine che, grazie anche all’interessamento del questore e del prefetto di Caserta, hanno dato vita ad un’interazione con l’obiettivo di tenere sotto costante controllo le zone topiche della città, anche se l’area a Nord di Napoli rappresenta un nervo scoperto, come la stessa tragedia di Maddaloni ci dimostra”.

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