Esteri

Boston, fratelli in grado di compiere altre stragi. Si indaga su pista russa

 BOSTON. Erano in grado di compiere, dopo quello alla maratona di Boston, altri attentati i fratelli Tsarnaev, trovati in possesso di un elevato numero di ordigni e armi.

Lo rende noto la polizia della città del Massachusetts. Il minore dei due fratelli ceceni, Dzhokhar, è ricoverato in ospedale, in condizioni gravi ma stabili. Non è ancora in grado di comunicare a causa di una lesione alla gola che potrebbe impedirgli di parlare per sempre. Fonti della Cbs fanno sapere che, tra le ipotesi degli investigatori, c’è quella che il 19enne potrebbe essersi ferito nel tentativo di suicidarsi, infilandosi una pistola in bocca.

Intanto, il gruppo terroristico dei mujaheddin dell’Emirato del Caucaso prende le distanze dai due fratelli. “Noi non combattiamo contro gli Stati Uniti. Siamo in guerra con la Russia, che non solo è responsabile dell’occupazione del Caucaso, ma anche di crimini atroci commessi contro i musulmani”, dichiarano dal loro comando in Daghestan.

Ma gli inquirenti non escludono nemmeno la pista russa e stanno indagando sul viaggio che Tamerlan Tsarnaev, il maggiore dei due fratelli, 26 anni, rimasto ucciso in una sparatoria con la polizia, fece nel 2012 in Cecenia e in Daghestan.

Il sospetto è che dietro possa esserci l’ombra di al Qaeda, che ha legami profondi con l’emiro del Caucaso Doku Umarov, soprannominato “il Bin Laden ceceno”, ritenuto responsabile di attentati kamikaze in Russia, tra cui quello del marzo 2010 nella metro di Mosca (40 morti) e del gennaio 2011 all’aeroporto internazionale di Domodedovo (37 morti). E, ancora prima, due sequestri finiti nel sangue: quello nell’ottobre del 2002 al teatro Dubrovka di Mosca (129 morti) e alla scuola di Beslan nel 2004 (330 vittime).

Le cellule terroristiche cecene e di al Qaida avrebbero costituito un “network”, con basi in Caucaso e Yemen, dove aspiranti kamikaze verrebbero addestrati per colpire in qualsiasi città del mondo, nel nome della Jihad.

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