Teverola

Rogo Italburro: Gd lanciano l’allarme

 TEVEROLA. Il mattino ha l’oro in bocca…l’oro della camorra! Una massiccia dose di diossina liberata nell’aria nella notte dà il suo triste buongiorno agli abitanti della provincia di Caserta e della zona nord della provincia di Napoli.

Questa volta il sito del rogo, in cui sono stati incendiati rifiuti tossici ed industriali, è stata la sede dell’ormai celeberrima azienda casearia “Italburro”, l’azienda che commerciava il suo burro al sapor di camorra in mezza Europa. Infatti, nonostante l’azienda venisse regolarmente utilizzata dai casalesi per “pulire” i capitali di origine mafiosa, la vera e propria oscenità che emerse dall’inchiesta del 2008 e che costò il carcere per i vertici dell’azienda fu scoprire gli ingredienti che venivano utilizzati per la produzione del prodotto caseario di larghissimo consumo.

Quello dell’“Italburro” non era un burro qualsiasi; si trattava di un burro adulterato, avvelenato da oli per la cosmesi, grassi animali, sintesi di idrocarburi. Solo tra il 1997 e il 1999 sono state utilizzate nella produzione del burro circa 5000 tonnellate di materie adulteranti di origine animale e vegetale, nonché di circa 400 tonnellate di sostanze chimiche di sintesi realizzate in laboratorio, per una produzione totale di 16mila tonnellate di prodotto finito, dichiarato come burro di qualità campana.

Il burro adulterato è stato utilizzato per la produzione di preparazioni alimentari e veniva poi venduto in mezza Europa con un consumo, su un bacino ipotetico di 80 milioni di persone, di circa 242 grammi a testa, con gravissimi e seri rischi per la salute.

“Il rogo di ieri notte è stato l’ennesima dimostrazione di quanto criminalità ed imprenditoria siano collusi nella nostra terra”.Queste le parole della commissione economia e lavoro provinciale dei Giovani Democratici, che aggiungono: “In momenti come questi è necessario alzare la voce ed esprimere il nostro sdegno verso un sistema economico colluso con la malavita organizzata. Un segnale forte della condanna del partito a questa tematica è stato già dato con la candidatura come capolista al Senato in Campania della nota giornalista Rosaria Capacchione, la quale da anni vive sotto scorta per aver denunciato le connivenze e gli affari tra alcuni imprenditori, camorristi e politici corrotti. Ma questo non basta, è nostro dovere lottare ogni giorno perché tutto questo finisca, e perché finalmente possiamo riappropriarci e bonificare sia fisicamente che umanamente la terra che amiamo, la terra in cui siamo nati e cresciuti ed in cui resteremmo per difenderla”.

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