Italia

Musy, arrestato il presunto aggressore

 TORINO. Dopo circa un anno dall’attentato al consigliere dell’Udc, Alberto Musy, arriva una svolta nelle indagini.

La polizia ha fermato un uomo al termine di un interrogatorio-fiume durato tutta la notte.Si tratta di Francesco Furchì, un professionista di Torino: secondo le prime informazioni che trapelano sulle indagini, gli investigatori sospettano che abbia agito per non meglio precisati contrasti politici con Musy.

Al centro del confronto serrato, i rapporti con Musy, il contesto in cui sono avvenuti, i retroscena di un rapporto che, forse, ebbe anche momenti di contrasto. L’uomo abita in centro, non troppo distante da via Barbaroux e lavora in uno studio professionale nei dintorni.

Gli inquirenti hanno puntato per risolvere il caso sugli aspetti tecnici. L’aggressore era stato infatti ripreso dalle telecamere, con un casco integrale bianco da motociclista sul capo e un soprabito scuro.

Lo sconosciuto conosceva le abitudini dell’avvocato. Lo ha atteso nel cortile di casa al suo rientro dopo aver accompagnato le figlie a scuola. Alberto Musy da quel giorno non si è più risvegliato.

Persona di indole violenta e vendicativa che aveva contatti con persone con precedenti di polizia: è il profilo che danno gli investigatori di Furchì. “L’indagine – ha detto il procuratore Giancarlo Caselli – è stata lunga, paziente, faticosa, analitica. Senza esagerazione è stata un’indagine mastodontica, gigantesca, un setacciamento incredibile di una serie di figure gravitanti nell’orbita della vittima. Abbiamo impegnato le migliori risorse della procura e della polizia, spendendo un tempo infinito. È stato come il lavoro dei cercatori d’oro, che setacciano quantità incredibili di sabbia e di acqua per individuare un qualche granello”.

Ad aver portato all’identificazione di Furchì due consulenze tecniche del Politecnico di Torino. Una ha esaminato le sequenze ottenute con le telecamere disseminate lungo il percorso compiuto dall’attentatore prima di raggiungere la casa di via Barbaroux, ricostruendo altezza, larghezza spalle e ogni altro dato utile per l’identificazione del soggetto. La comparazione tra i dati ottenuti e quelli di Furchì è superiore al 90%, per alcuni tratti anche del 99%. La consulenza sulla camminata e la postura dell’attentatore e quelle di Furchì ha evidenziato caratteristiche fisiche uguali, peculiarità che derivano da malformazioni fisiche.

Sono principalmente tre i moventi – secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori – ad armare la mano di Furchì. Il mancato appoggio di Musy a un concorso per cattedra universitaria a Palermo; la mancata nomina a cariche comunali dopo che Furchì si era impegnato nella campagna elettorale a sostegno di Musy nel 2011; il mancato impegno di Musy nel reperire investitori che Furchì cercava per le sue attività. L’indagato viveva come un torto tutte le tre vicende.

Tra i moventi ce n’è anche uno legato alle vicende della società ferroviaria Arenaways.Secondo la ricostruzione degli investigatori, Furchì avrebbe voluto partecipare al salvataggio di Arenaways nella fase del fallimento, nel 2011, e prese contatti con Giuseppe Arena. L’uomo stava lavorando alla costituzione di una cordata di imprenditori e per questa ragione aveva chiesto aiuto a Musy che, tuttavia, non riuscì o non volle metterlo in contatto con ulteriori investitori. Questo alimentò, sempre per gli inquirenti, l’astio di Furchì nei confronti del capogruppo dell’Udc.

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