Caserta

Elezioni, continuano indagini sulla “timbrettopoli” casertana

 CASERTA. Lo scorso 6 novembre, al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si è tenuta un’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, Enea, a seguito dell’opposizione presentata dai Radicali di Caserta alla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Ivana Sassi.

Dopo più di un mese da quella udienza si apprende che il Tribunale accoglie l’opposizione dei Radicali e del loro legale, l’avvocato Michele Capano, e continueranno le indagini sulla base dell’esposto, presentato da Luca Bove, Elio De Rosa, Domenico Letizia, Claudia Sterzi e Gianroberto Zampella, tutti candidati alla carica di consigliere comunale al Comune di Caserta per la Lista “Laica Ambientalista Antiproibizionista Caserta No Caste”, dove si denunciavano delle gravi irregolarità nella procedura di accettazioni delle Liste per le elezioni Comunali del 2011.

In particolare, i Radicali casertani, insieme a Claudia Sterzi, Segretaria dell’Associazione Radicale Antiproibizionista e allora Capolista per la “Lista Caserta No Caste”, fanno riferimento ad un episodio in particolare. Luca Bove, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, dice: “Il nostro esposto, si può dividere in due parti; la prima riguarda delle gravi irregolarità che avvennero all’interno della Casa Comunale di Caserta, dove alcune persone, che si qualificarono come presentatori della Lista Udeur, manomettevano le sottoscrizioni alla loro lista e soprattutto apponevano dei timbri sugli stessi documenti, senza la presenza di un autenticatore ufficiale. Insieme ai Compagni presenti con me in comune, tentammo di denunciare la cosa agli agenti della Polizia Municipale ma questi intervennero solo in un secondo momento, quando due persone minacciarono prima verbalmente il Compagno Domenico Letizia e successivamente anche fisicamente il sottoscritto. Solo in quel momento intervenne la Polizia Municipale ma lo fece per indentificare me, mentre le due persone si allontanarono indisturbate”.

Bove continua: “La seconda parte del nostro esposto invece riguarda il fatto che nella stessa giornata non riuscimmo a presentare una regolare denuncia; infatti dopo l’aggressione subìta ci recammo presso la questura di Caserta dove venimmo accolti dall’Agente scelto Mario Alves che non accettò di registrare la nostra denuncia. Lo stesso accade alla caserma dei Carabinieri dove questa volta è il Maresciallo Nuzzo che si rifiutò di accettare la denuncia. Siamo lieti che il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere abbia deciso di non archiviare la faccenda, continuando le indagini, o forse è meglio dire “iniziando le indagini” visto che per quanto concerne la seconda parte del nostro esposto gli inquirenti si sono limitati a leggere la relazione di servizio dell’Agente Alves e del Maresciallo Nuzzo che difatti confermano la nostra versione. Purtroppo i due non sono mai stati ascoltati, mentre per la prima parte si è fatto ben poco ed è stato il nostro legale, Michele Capano a ricordare che c’è una registrazione video effettuata da Tv Luna, dove facilmente si potrebbero indentificare i due aggressori; speriamo che ciò avvenga nelle prossime settimane”.

Bove conclude: “Quel che è accaduto a Caserta avviene dovunque in Italia: i partiti si danno delle regole per la presentazioni delle Liste e poi sono i primi a non rispettarle. Ormai siamo in campagna elettorale e siamo certi che le prossime elezioni saranno falsate e non democratiche e non verrà rispettato il diritto di voto sia passivo che attivo; infatti solo le liste non presenti in parlamento con un gruppo autonomo dovranno raccogliere le firme con la presenza di autenticatori. Per garantire delle elezioni più democratiche e libere, nei prossimi giorni inoltreremo presso gli uffici competenti del Comune di Caserta una richiesta per la realizzazione di una lista dove vengono riportati soggetti disponibili e autorizzati ad autenticare le sottoscrizioni”.

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