Sant’Arpino

L&D: “Il comitato delle pettole e fagioli”

 SANT’ARPINO. Negli ultimi tempi un profluvio di comunicati stampa ci sta inondando. Cittadini semi sconosciuti dichiarano solennemente e con fiumi di parole di stare con Di Santo.

E’ diventato ormai un giochetto. Il sindaco ad ognuno che si rivolge a lui gli proferisce la formula magica: “devi fare il comunicato stampa!”. Che significa tutto ciò? Semplice.
Il comunicato che dà la parola anche a chi non ce l’ha (leggasi Di Santo), per il sindaco ha tre funzioni essenziali:

la prima è quella di alimentare il culto della persona del nostro vanitoso (sic!) primo cittadino;

la seconda è di infondere un messaggio positivo alla gente dimostrando che in fondo in fondo qualcun altro è rimasto con Di Santo. Insomma il comunicato tenta di mettere una falla all’emorragia di consensi che sta investendo il sindaco;

Il terzo motivo è di sperimentare la “fedeltà” dell’abbisognevole interlocutore. Con il comunicato infatti il malcapitato cittadino si mette la maglietta e quindi Di Santo non ha più dubbi su di lui. Qualche parola infine sulla casacca da indossare per proferire la magica formula “Sto con Di Santo perché seppur muto si fa capire bene quando vuole”.

Il sindaco propone all’ignaro interlocutore una serie di “pacchetti”: dall’UDC a “P.A.T,” ma ci sono anche “Primavera Santarpinese” e “Amo la vita” che pure sono molto gettonati. Resta a disposizione l’associazione “Padre Pasquale Ziello” che data la delicatezza della sua “gestione” sarebbe utile tenerla fuori dal pacchetto.
Ritenendo la pratica del comunicato molto cara al sindaco Di Santo, pur di gratificarlo riteniamo cosa utile pubblicare di seguito il comunicato che ci è pervenuto a firma dell’intraprendente comitato delle “Pettole e fagioli”.

COMITATO PETTOLE E FAGIOLI. Lo scrivente comitato delle “Pettole e fagioli”con il presente e succulente comunicato denuncia pubblicamente il grave affronto di cui suo malgrado è stato vittima.

Quotidianamente il sindaco chiede a destra e a manca di fare comunicati per omaggiare la sua “opulenta” persona e il suo diVino operato. E a noi? Non si è degnato minimamente di contattarci. Noi che rappresentiamo la cultura e la storia di questo paese incarnando la voracità di Buccus. Noi che i maccaroni (che secondo qualcuno deriverebbero il loro nome dal nostro mitico antenato Maccus) li facciamo gustare a tutti sfamando masse enormi di popolazione.
Noi che, come Lui, più che parlare ci piace concretizzare distribuendo concretezza, che per quanto ci riguarda significa pasta fumante. Noi che ci sentiamo vicini alle sue sensibilità di buongustaio non badando a linee e lineamenti. Noi che più che i grandi sistemi e le parlate lunghe e complicate preferiamo organizzare gite e mangiate di sostanza, per intenderci accompagniamo le pettole e fasule con le cotiche di maiale, con le salsicce di polmone e friarielli.
Noi che più di tutti abbiamo avuto il coraggio di schierarci pubblicamente affermando che la vera cultura che salva l’Italia e le nostre terre è quella culinaria. Noi che abbiamo sempre sostenuto che più che l’antichità, la storia, l’arte e l’archeologia, per salvare il centro storico occorre far aprire tante bettole a grasso contenuto calorico.

Noi che abbiamo indicato la vera Ricetta dello sviluppo locale ecosostenibile in perfetta coerenza con le vedute lungimiranti del Partito per l’Ambiente e il Territorio (Pat) suggerendo che bisogna coltivare nelle nostre terre fagioli e grano e soprattutto allevare maiali.
Noi che per combattere la crisi e le conseguenze depressive abbiamo invitato a fare uso di fagioli e vino. Noi che per abbellire il paese abbiamo proposto di mettere ad ogni angolo di strada statue delle divinità del cibo alle quali appellarsi anche per contrastare il tasso zero di natalità perché come dice un proverbio: “Senza Bacco e Cerere, si raffredda Venere”, dove le tre divinità stanno a indicare rispettivamente il vino, il cibo e l’amore. Noi che la pasta la veneriamo abbiamo dovuto subire l’affronto di veder altre specie di “maccheroni” diramare libelli a dispetto nostro che più di tutti ne siam legittimati. Noi che dovrem proseguire all’infinito correndo però il rischio di servire pettole scotte preferiamo per il momento fermarci e gridare: Viva Di Santo!
Comitato S.Arpino Libera@Democratica

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