Italia

Taranto, Ilva: dati shock sull’incidenza dei tumori

 TARANTO. Il Consigliere regionale de l’Italia dei Valori, Patrizio Mazza ha diffuso la seguente dichiarazione: “Quest’oggi durante l’incontro col ministro Balduzzi è stato consegnato dai funzionari del ministero della salute un documento riguardante i dati relativi all’incidenza dei tumori, e non solo, riferiti al Sin di Taranto”.

“Nel documento si ribadisce che nel Sito d’interesse Nazionale di Taranto c’è il 14% in più di mortalità, e nella globalità dei tumori è indicata una incidenza superiore del 30%, sia per maschi che per femmine, con un dettaglio di alcuni tumori che incidono maggiormente nel sesso maschile come quello del polmone con valori del 50% in più, come i linfomi che addirittura arrivano anche al 60% in più, i tumori della pleura al 100% in più etc; per le donne ad esempio si arriva nel tumore allo stomaco al 100% in più, e tutto questo non fa che confermare quanto ho sempre detto vale a dire che siamo in un sito altamente inquinato, dove bisogna pretendere atto di queste malattie e del loro aumento”.

“Il problema attuale è capire cosa fare per risolvere questo indubbio allarme sanitario ed i ministro alla salute non si è sbilanciato nel fornire risposte risolutive ragione per cui sembra evidente una convergenza sulla linea del ministro dell’ambiente Clini tesa a depotenziare la valenza sanitaria del problema e ad esaltare l’importanza dell’Aia per la sussistenza dell’Ilva a Taranto”.

“Vorrei però ricordare che la nuova Aia per l’Ilva come provvedimento amministrativo non soddisfa alle esigenze sanitarie, e che ciò non accadrebbe nemmeno con la previsione della valutazione di danno sanitario, come vorrebbero fare. Nell’incontro odierno ho citato anche la questione del Centro Salute ed Ambiente da realizzare a Taranto grazie ad uno stanziamento regionale iniziale di 8mln di euro, ed ho rimarcato come la sua realizzazione sia improduttiva di effetti concreti e risolutivi in quanto esso è teso semplicemente ad avallare determinate scelte politiche che prevedono come tutto debba restare invariato sul territorio, e deduco senza alcun rimedio per la salute della popolazione in previsione del perdurare dell’inquinamento”.

“Ho riferito al Ministro che per poter fare una effettiva prevenzione bisogna smettere d’inquinare, pertanto ho avvalorato, condividendo l’opinione di un rappresentante degli operai, come sia necessario controllare assiduamente gli operai monitorandone le condizioni di salute”.

“Per tutte queste ragioni ritengo che nell’immediato la politica deve rivolgere in alternative all’Ilva la propria attenzione, avendo come obiettivo un concreto sviluppo sostenibile per il presente e per le generazioni future. I dati d’incidenza presentati sono riferiti al 2006 e 2007, ragione per cui essendo riferiti al passato c’è motivo di pensare che i dati della situazione attuale potrebbero essere anche peggiori”.

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