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Juve-Napoli, servizio “razzista” del Tgr Piemonte: sospeso il giornalista

 Per “l’inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell’edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre a firma Giampiero Amandola“, la Rai comunica che “il giornalista è sospeso dal servizio e nei suoi confronti l’azienda ha aperto un procedimento disciplinare”.

“Il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e il direttore generale, Luigi Gubitosi – si legge ancora nella nota – hanno espresso il loro sdegno per l’increscioso episodio e si augurano che gli uffici competenti applichino la massima celerità e severità nel giudicare l’accaduto. Il direttore generale si è scusato personalmente e a nome dell’intera azienda con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, con tutti i cittadini di Napoli e con tutti gli italiani”. La Rai, conclude la nota, “è e sarà sempre in prima fila nella lotta contro ogni forma di razzismo e la stupidità che l’accompagna”.

L’indignazione dei tifosi del Napoli per il servizio del Tgr Piemonte sulla gara di sabato a Torino è cresciuta col passare delle ore sul web. Un servizio realizzato all’esterno dello Juventus Stadium con i ‘tifosi’ bianconeri durante il quale non mancano riferimenti razzisti nei confronti dei napoletani non stigmatizzati dall’autore del servizio che addirittura dice, a proposito dei partenopei che “si distinguono elegantemente dalla puzza”.

Il video circola su Youtube, su facebook e sui principali siti dedicati ai tifosi del Napoli. Post e commenti non si contano.Indignazione bipartisan: anche il sito di supporters bianconeri, Canale Juve, si è ‘dissociato’.

Prima della Rai, era intervenuto il Comitato di redazione della sede regionale di Torino, che si è scusato con i telespettatori per gli “apprezzamenti irrispettosi nei confronti dei tifosi napoletani” contenuti in un servizio andato in onda ieri sera, nell’edizione delle 19.30, del telegiornale del Piemonte, alla vigilia della partita Juventus-Napoli.E sottolinea “come anche il collega protagonista dell’episodio abbia riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio”.

“Il tentativo di ironizzare sugli aspetti più beceri del tifo da stadio – aggiunge il Cdr – si è trasformato in una battuta infelice per la quale è giusto chiedere scusa. Neppure lontanamente – conclude il Cdr – l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo può essere accostata a valori che non siano quelli della solidarietà e del rispetto tra le persone”.

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