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Fondi Pdl, Polverini si dimette: “Giunta pulita, Consiglio indegno”

 ROMA. Renata Polverini ha rassegnato le proprie “irrevocabili” dimissioni. Un epilogo atteso, soprattutto dopo le parole rivolte nel pomeriggio dalla governatrice al segretario del Pdl Angelino Alfano: “La misura è colma. Non ci sto a farmi sparare addosso, a farmi umiliare per colpe che non ho”.

Poco prima dell’annuncio, anche Casini aveva sciolto le riserve chiedendo elezioni anticipate per il Lazio.Comunicando le proprie dimissioni alla stampa una Polverini agguerrita ha voluto sottolineare che “è la prima volta dal 1970 che un governatore se ne va senza colpa alcuna, ma lo faccio a testa alta. Io dico basta: non lo merita la mia storia, la mia famiglia che è stata infangata né chi sta con me. Da pochi minuti sono tornata libera: per due anni e mezzo in questo sistema allucinante sono stata come in una gabbia, cercavo di uscire ma mi avviluppava sempre di più”, ha aggiunto, spiegando di aver preso la decisione di lasciare già ieri alle 18, quando ha incontrato il premier Monti.

“Me ne vado – ha aggiunto – avendo azzerato i fondi a disposizione dei gruppi consiliari. La Giunta è pulita, il Consiglio invece è indegno. Il Lazio è un organismo a due teste: da un lato c’è la Giunta, dall’altro il Consiglio. Non potevo mai immaginare che tutti nel consiglio facessero un uso così disinvolto dei fondi pubblici. Sono accadute cose raccapriccianti, che la gente non potrà mai capire fino in fondo, ma farò di tutto per farle conoscere all’opinione pubblica. C’è gente che non merita di sedere in un posto prestigioso come il Consiglio regionale del Lazio. Niente mi avrebbe convinto a restare in una situazione imbarazzante per me e per la gente per bene che era accanto a me”.

“Mi sono dimessa per una faida interna al Pdl”, ha sottolineato, aggiungendo: “Ben venga questo dibattito tra chi aveva bisogno di un Suv e chi pensava di giocare la propria carriera in consiglio regionale. Spero che la Procura lavori con serenità e che queste persone possano essere assicurate alla giustizia”.

“Ho interrotto il cammino di un consiglio indegno di rappresentare una regione importante come il Lazio: questi signori li mando a casa io”, ha proseguito, definendo i politici coinvolti nello scandalo “gente da operetta”. “Arriviamo qui puliti – ha aggiunto – mai avrei immaginato che con quelle ingenti risorse tutti, nessuno escluso, facessero spese sconsiderate ed esose”.

“Da oggi torno ad essere una persona libera, posso dire tutto ciò che so senza più vincoli istituzionali. Da domani ciò che ho visto lo dirò. Le ostriche viaggiavano comodamente già nella giunta prima di me, quindi io non ci sto, non ci sto alle similitudini e nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori”, ha detto poi la Polverini. “Con il blocco della mia azione riformatrice ci saranno gravi ripercussioni sul paese – ha aggiunto – abbiamo fatto 5 miliardi di tagli perché lo volevamo e perché abbiamo avuto come effetto il dimezzamento del disavanzo sanitario portandolo a 700 milioni. La Regione Lazio di Renata Polverini ha lo stesso rating del governo Monti, ce lo hanno comunicato venerdì durante il consiglio sui tagli”.

“Io continuerò a fare politica, con questi malfattori non ho nulla a che fare”, ha concluso. “Stessero sereni questi signori perché da domani avranno molto tempo libero per fare politica se ancora si ricordano come si fa”. Poi ha provato sdrammatizzare: “Tra le cose positive di questi giorni c’è che ho mangiato poco e quindi mi sono rimessa in forma. Dicono che ho una linea straordinaria”, ha scherzato. “Spero stanotte di dormire e penso che dormirò – aveva detto in precedenza -. Sono parecchi giorni che non dormo, ma non è perchè avessi dei pesi sulla coscienza”.

Le dimissioni della governatrice erano pronte anche se era sembrato che il segretario Alfano fosse riuscito a prendere tempo, almeno fino al varo del piano generale dei tagli predisposto proprio dalla Polverini in queste ore. Al colloquio è stato presente, solo per alcuni minuti, anche Gianni Letta. Ieri l’annuncio delle dimissioni dei consiglieri di Pd, Idv e Sel. Il Pd aveva fatto sapere che era fissato per mercoledì il consiglio per votare la mozione di sfiducia e ha rinnovato l’appello all’Udc perché abbandoni la Polverini. Ma ormai è tutto inutile, visto che la governatrice ha scelto da sola di farsi da parte senza attendere la sfiducia ormai scontata.

Significativo anche l’intervento del leader dell’Udc Casini che poco prima delle dimissioni della governatrice ha sciolto le riserve: “L’ipocrisia dell’opposizione è enorme. Se c’è stata una cupola, di questa cupola hanno beneficiato anche loro. Visto il marcio che è emerso, ritengo che bisogna restituire la parola ai cittadini”. “Dimissioni, dimissioni, dimissioni”, è la triplice richiesta lanciata su twitter da Rocco Buttiglione.

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