Sant’Arpino

Castellone, Pd: “Di Santo non conosce il paese che dice di amministrare”

 SANT’ARPINO. “Sono molto perplesso – afferma il capogruppo del Partito Democratico, Elpidio Del Prete – per il comportamento del Sindaco.

Negli ultimi tempi dice cose strane e dà l’impressione di non conoscere il territorio che dice di amministrare! Parla della vasca “Castellone” come dell’unico polmone verde di S.Arpino, dimenticando che a S.Arpino, grazie alle politiche e all’impegno delle ultime Amministrazioni di centrosinistra, esistono ben due parchi pubblici a verde per oltre 10 mila metri quadri, che l’insipienza e la cattiva gestione di Di Santo rischiano di distruggere. Senza parlare dei 50 mila metri quadri del nascente Parco Archeologico, un’altra opera dell’amministrazione precedente, bloccata e ferma per l’incapacità di Di Santo nel reperire i finanziamenti per il completamento dei lavori.

E pensare che queste opere, nei dieci anni prima dell’avvento della fallimentare giunta Di Santo, sono state realizzate assieme ad altre grandi opere come: Metanizzazione, Ampliamento Cimitero, Circonvallazione Esterna, Completamento Rete Idrica e Rete Fognaria, Restauro Chiesa San Francesco di Paolo e tante altre opere minori. Ma Di Santo tutto ciò lo ignora come ha ampiamente dimostrato di non conoscere il Paese che dice di governare. In un’ intervista sottovoce, dopo aver riconosciuto di aver realizzato in quattro anni di amministrazione solo la devoluzione della sua indennità (che riserverà molte sorprese per i cittadini e per lo stesso sindaco) e la video-sorveglianza, ha addirittura affermato che S.Arpino ha una grande estensione territoriale.

Il territorio del Comune di S.Arpino ha un’estensione territoriale tra le più piccole d’Italia, stiamo parlando di poco più di tre Kmq. Per quanto riguarda, invece, la vasca “Castellone” è un’area di oltre 40 .000 mq che ricade per circa il 65% nel territorio del Comune di Sant’Arpino, circa il 35% nel Comune di Succivo e lo 0,15 nel Comune di Orta di Atella. Quest’area è demaniale e anni fa la gestione della stessa fu affidata All’Unione dei Comuni Atellani. L’unico lavoro rilevante realizzato, nel corso di molti decenni, in quell’area è stata la recinzione che tutti possono ancora vedere grazie all’impegno della Giunta dell’epoca e in particolare del Sindaco Giuseppe Dell’Aversana.

Nei mesi scorsi sono stati autorizzati illegittimamente, dietro pressione di cittadini, lavori di sistemazione riportando del terreno, si dice materiali di risulta, sul percorso pedonale . La ditta incaricata, prima dal vice sindaco del Comune di Orta e poi da un funzionario del Comune di Succivo avrebbe svolto questo lavoro a costo zero, oltre che al di fuori di ogni controllo di legge. Ed è lo stesso Sindaco di S.Arpino a denunciare tale irregolarità di soggetti “non legittimati”.

La situazione è molto delicata, tant’è che numerosi cittadini hanno segnalato, oltre al disagio per la polvere dovuta al terreno riportato, che insieme al terreno riportato ci potesse essere anche materiale nocivo. Non so, a causa della mancanza assoluta di informazioni e della poco trasparenza che circonda ogni iniziativa della Giunta Di Santo, se si è mai tenuto conto che quell’area è mai stata soggetta a controllo e vigilanza per evitare tali gravi situazioni. Ovviamente, anche noi condividiamo la necessità di un intervento, che è tardivo e a distanza di mesi potrebbe compromettere irreparabilmente la “Vasca” dal punto di vista ambientale.

Ma questa riconosciuta e condivisa necessità non mi impedisce di sottolineare che la prima grave responsabilità è di chi, pur avendo la competenza del controllo, ha consentito che tutto ciò avvenisse e, adesso, tenta di mettere una pezza che è peggiore del buco! Infatti, l’intervento, che il sindaco Di Santo sta facendo, avviene al di fuori di ogni garanzia di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e in palese violazione di ogni norma di legge. Quindi, è inutile e strumentale il tentativo di leggere nella nostra critica un’opposizione di principio e prevenuta all’intervento.

Tutt’altro, noi ci chiediamo perché il Sindaco, visto che attualmente è anche il Presidente, non è intervenuto in tale qualità visto che le competenze rispetto alla vasca “Castellone”sono in testa all’ “Unione dei Comuni Atellani” e con tanto ritardo ? E per chi fa finta di non capire, ricordiamo che si tratta di un organismo che è sovraordinato ai Comuni Atellani, costituito appunto per la gestione di quell’area demaniale. Allora, e per concludere, la nostra critica non è riferita all’intervento che andava fatto, anche prima, ma alle modalità che mettono a rischio l’eco-sostenibilità della “Vasca” e la salute dei cittadini. Voglio dire che l’intervento era d’obbligo, però se non si applicano le procedure corrette,il rischio è di fare altri e peggiori danni. E mi riferisco all’organismo deputato ad intervenire (Unione dei Comuni), la richiesta di ripristino dello stato dei luoghi e, poi, infine l’ordinanza in danno.

Il rischio è, come ho detto prima, che i cittadini oltre al disagio subito dovranno accollarsi anche il costo del lavoro perché a pagare sarà il Comune di Sant’Arpino. Si tratta di una cifra di partenza di circa 20.000 euro. Infine per quanto riguarda le responsabilità e la correttezza delle procedure, ieri mattina mi sono recato al Comune ed ho appreso che stanno cercando di mettere una pezza agli errori commessi con grande superficialità. Però come sempre accade in questi casi, e la fretta è cattiva consigliera, si rischia di commettere errori ancora più grossolani e a limite del codice penale.

Infatti, tutta la vicenda meriterebbe di finire su “Scherzi a parte”. Il sindaco ha emesso un ‘ordinanza di chiusura della vasca e dispone che il responsabile del servizio lavori pubblici emetta, per far eseguire urgentemente i lavori, un’ordinanza in danno all’Unione dei Comuni Atellani. Cioè, come dire che il sindaco di Sant’Arpino ordina a un suo dipendente di fare i lavori in danno a lui stesso perché Presidente dell’Unione. Tutta questa incompetenza rischia di portare solo danni irreparabili alla collettività”.

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