Italia

Strage di Viareggio, 32 indagati. La città commemora le vittime

 VIAREGGIO. La Procura di Lucca ha chiuso le indagini sul disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, quando persero la vita 32 persone.

Alla vigilia del terzo anniversario sono stati emessi 32 avvisi di garanzia. Le ipotesi di reato sono di disastro ferroviario colposo, incendio colposo ed omicidio e lesioni colpose plurime. Coinvolti anche 9 enti. Tra gli indagati figura l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.

IL CORTEO. Intanto, venerdì sera Viareggio ricorderà la strage con un corteo. Alle 21 è in programma il concentramento nel piazzale della stazione Fs, con partenza alle 21.15. Alle 21,45 il corteo si fermerà in piazza Mazzini per alcuni interventi. Il corteo arriverà poi, alle 23.15, al parcheggio della Pam dove si terrà la lettura di poesie da parte di bambini. Alle 23.52, ora del disastro, saranno letti i nomi delle 32 vittime. In città, in occasione dell’anniversario, il sindaco ha proclamato lutto cittadino, e le bandiere sono a mezz’asta non solo per le vie della città, ma anche negli stabilimenti balneari.

LA NOTA DELLE FERROVIE. Giovedì sera le Ferrovie dello Stato, in una nota, hanno espresso “a propria sentita partecipazione ai parenti delle vittime e a tutta la città”, auspicando che “possa giungere loro, quindi, quel senso di intenso cordoglio che il Gruppo Ferrovie prova da quella tragica notte del 29 giugno 2009”. La probabile causa dell’incidente è attribuibile al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisternaderagliato.

CRONACA DEL DISASTRO. Quella sera di tre anni fa il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con il suo convoglio di 14 carri cisterna contenenti gpl, deraglia per cause probabilmente legate al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascina fuori dai binari altri quattro carri. Solo dal primo carro, la cui cisterna viene perforata da un picchetto di tracciamento curva posizionato lungo la massicciata, fuoriesce il gas gpl che al contatto con l’ossigeno e alla prima possibilità d’innesco si è incendiato. I danni sono immediati e 11 persone muoiono in pochi minuti, investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; altre due persone sono stroncate da infarto e decine sono ferite; di esse molte rimangono gravemente ustionate, e la maggior parte muore, molti anche a distanza di diverse settimane dall’evento. I due macchinisti sono rimasti indenni: dopo aver dato frenatura al convoglio si sono messi in salvo dietro ad un muro che li ha protetti dalla fiammata del gas innescato. Da quella sera è uno stillicidio di morti: l’ultima vittima, la trentaduesima, è deceduta il 22 dicembre di quell’anno, dopo 6 mesi di agonia. I feriti sono 25. In pratica i defunti sono 33, perché è rimasto fuori dal conteggio ufficiale un anziano deceduto per infarto a causa dello spavento. I morti di nazionalità italiana sono 23, sette i marocchini, due gli ecuadoregni, e un romeno.

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