Italia

Monti: “Meno tasse con proventi della lotta all’evasione”

Mario Monti ROMA. “E’ stato evitato uno shock distruttivo”. Lo afferma Mario Monti nella relazione che accompagna la bozza del Documento di economia e finanza (Def), esaminato dal Consiglio dei ministri all’indomani del verticetra il premierei leader di Pdl, Pd e Udc, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini.

Cinque ore e mezzo di riunione, lunedì sera, a Palazzo Chigi,per definire l’accordo sulla crescita e sugellare quello che, raccontano, un Monti soddisfatto ha già definito “un nuovo patto politico”. Il tema centrale dell’incontro – a cui hanno partecipato anche numerosi ministri – è stato quello della crescita e della creazione di occupazione, anche nel quadro della politica comunitaria.

“CRESCITA DOPO 2013”. “Il ministro Passera ha illustrato l’Agenda per la crescita fornendo dettagli sulle prossime misure, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture e la liquidità per le imprese. – ha spiegato una nota – È stata riaffermata la ferma determinazione ad approvare la riforma del mercato del lavoro nei tempi più brevi, nel rispetto delle prerogative del Parlamento”. “Non è possibile aspettare che la tempesta passi e la parentesi si chiuda. La crisi che viviamo dal 2008 può avere un impatto duraturo. sottolinea Monti – L’Italia ha messo in sicurezza i conti pubblici e avrà un avanzo primario del 3,9% nel 2013. È uno sprint realizzato con lo sforzo collettivo di Parlamento, parti sociali, parte produttiva del Paese oltrechè dal Governo. Ma molto resta da fare”. “Sul piano interno la crescita non tornerà fino al 2013”, afferma ancora il premier nella relazione. “Il disagio occupazionale tocca direttamente o indirettamente quasi la metà delle famiglie italiane”, continua, aggiungendo che “la crisi ha colpito con particolare durezza i lavoratori meno istruiti, i più giovani, quelli con contratti a termine, le donne”. “L’esperienza di questo Governo nasce sotto il segno dell’urgenza di agire, ma si fonda sulla consapevolezza che per superare la fase critica non è sufficiente guardare al breve termine”, prosegue.

MENO TASSE CON LOTTA ALL’EVASIONE.“In futuro i proventi della lotta all’evasione fiscale dovranno essere utilizzati anche per ridurre le aliquote fiscali”, si legge ancora nella relazione del premier che accompagna la bozza del Def.”A ragioni di equità risponde l’impegno per contrastare l’evasione che in Italia ha raggiunto livelli inaccettabili”, afferma ancora. L’evasione è “concorrenza sleale tra imprese e un modo in cui alcuni cittadini disonesti provocano un danno ad altri cittadini, causando per tutti una pressione più elevata”.

“PROVA ESEMPLARE DEGLI ITALIANI”. “L’Italia sta dando nella grande sofferenza una prova esemplare”, aveva detto il premier alla celebrazione dei Collari d’Oro al Coni. Parlando agli atleti, il presidente del Consiglio ha sottolineato come da una parte, di fronte alle sconfitte, serva la “consapevolezza” delle ragioni che le hanno determinate, e dall’altra la speranza. Consapevolezza e speranza – ha detto Monti – che per analogia estenderei al Paese”. “La consapevolezza con cui gli italiani stanno affrontando la crisi è un segno di maturità e responsabilità, che il nostro Paese sta continuando a dare e di cui sono profondamente grato a tutti i cittadini per l’atteggiamento esemplare che stanno tenendo. Quanto alla speranza, ha aggiunto, è la classe dirigente a dover fare di più: “È una responsabilità che sento insieme ai miei colleghi di governo, alle forze politiche che lo sostengono e, in senso più ampio, alle amministrazioni, alle istituzioni e alle imprese”.

CAMUSSO: “NIENTE CRESCITA”. “Capiremo poi concretamente cosa si sono detti. Pare, però, evidente anche dalle indiscrezioni e anticipazioni sul Def che quel passo che bisognava fare rispetto alla redistribuzione fiscale come strumento necessario per accelerare la crescita e provvedimenti di merito sulla crescita non mi pare che ci siano”. Così il segretario della Cgil Susanna Camusso, ha risposto a una domanda sul risultato del vertice di lunedì. “Quindi – ha aggiunto Camusso – non si può che guardare con preoccupazione il fatto che continui a esserci solo un’idea di politiche depressive e quindi, per il nostro Paese, di accentuazione della recessione”. “È la stessa politica recessiva che incrementa il debito. – ha proseguito Camusso – È inutile fare una discussione sulla necessità di fare o meno un’altra manovra. La continuità delle manovre di stretta determina altre manovre di stretta e noi, invece, abbiamo bisogno di un’altra via d’uscita. È il momento in cui – ha concluso – oltre a continuare una politica per il cambiamento delle scelte europee, l’Italia usi gli spazi che ha per invertire la tendenza”. Secondo Camusso “il Paese non si può permettere” altre manovre. “Mi pare che il livello di impoverimento sia già molto significativo”.

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