Italia

Esodati, Camusso: “Sono persone, non fantasmi”

Susanna CamussoROMA. Il corteo unitario dei sindacati si è tenuto venerdì 13 a Roma per protestare contro la riforma delle pensioni e in particolare sulla questione degli esodati.

Per esodati si intendono quei lavoratori che avevano accettato di lasciare le aziende in crisi, pensando di poter andare in pensione entro pochi mesi, mentre la riforma previdenziale che aumenta i requisiti anagrafici li lascia senza pensione e senza lavoro.

Il ministero ha confermato giovedì 12 la stima di 65mila interessati, ribadendo che le risorse già previste sono sufficienti. Cgil-Cisl-Uil accusano il governo di “mettere la testa sotto la sabbia” sostenendo che la platea è molto più ampia e servono risorse per evitare rischi per la coesione sociale.

“Il direttore dell’Inps aveva parlato di 130 mila lavoratori interessati. La cifra di 300 mila non l’ha inventata il sindacato ma veniva da fonti ufficiali. Quindi mi pare che evidente che non sono 65 mila”, ha detto Susanna Camusso a margine della manifestazione. “Non vogliamo dire che siano un numero infinito, ma ognuna di quelle persone ha diritto a una risposta”.

I numeri forniti dal ministero del Welfare sugli esodati, che sarebbero 65mila, sono stati accolti da un dissenso trasversale, dai sindacati ai partiti. Ma anche altre fonti ufficiali contrastano con i dati dell’esecutivo. Il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, ha parlato nei giorni scorsi di 130mila persone alle quali bisogna aggiungere chi ha scelto di versare contributi volontari per arrivare alla pensione. Si arriverà a 200mila persone secondo il deputato del Pdl, ex Cgil, ed esperto di previdenza Giuliano Cazzola. Ma per i sindacati la cifra supererebbe i 350 mila.

“Se il governo confermasse nei prossimi giorni che gli esodati sono 65mila allora non resta altro che chiedere le dimissioni del presidente dell’Inps” ha detto Susanna Camusso riferendosi alle diverse stime. Il direttore Nori precisa però che “non c’è alcuna contraddizione” tra i numeri sugli esodati riferiti dall’Inps e quelli del ministero. Il numero esplicitato dal direttore generale nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro della Camera, su precisa domanda, si riferiva “alla stima delle platee dei potenziali lavoratori coinvolti nei prossimi quattro anni, in procedure di mobilità, in esodi individuali incentivati ed alle altre categorie previste” spiega Nori.

Il numero emerso dal tavolo tecnico si riferisce invece “alla fotografia dei destinatari degli interventi stabiliti dal legislatore e comprende tutti i lavoratori che ad oggi risultano già cessati ed estromessi dai processi produttivi per effetto di procedure di mobilità o per dimissioni individuali al 31.12.11 sulla base di accordi individuali o collettivi”.

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