Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Tre liste in campo, Furia: “Ripristiniamo l’onorabilità di Casale”

Luigi Furia CASAL DI PRINCIPE. “Il dado è tratto”, disse Giulio Cesare mentre attraversava il fiume Rubicone e così ci auguriamo avvenga per i cittadini di Casal di Principe, visto che sono ormai scaduti i termini per la presentazione delle candidature per il rinnovo del consiglio comunale.

A questo punto il “Nodo Gordiano” del paventato scioglimento del Consiglio per condizionamento ed infiltrazione camorristica, per la terza volta dal 1991 in poi, oltre a quello di Casapesenna e Castel Volturno, usando il condizionale, dovrebbe ritenersi superato o quantomeno poco sostenibile sotto l’aspetto giuridico, perché riguarderebbe amministrazioni che in realtà non ci sono più, per cui si andrebbe a colpire persone nuove cui, in un sistema democratico, nulla può essere ancora imputato. E invece di soffermarsi su questo aspetto non certamente secondario, alcuni continuano ad avanzare l’ipotesi di un intervento in extremis dei prossimi giorni, di sospensione delle elezioni, in base alle relazioni inviate al governo da parte delle “commissioni di accesso”, che spingono per lo scioglimento.

Resta il fatto, che entro le ore 12 di martedì, presso la segreteria comunale, sono state presentate le candidature a sindaco di: Renato Franco Natale, sostenuto da due liste civiche; Enricomaria Natale, appoggiato da due liste civiche; e Rosa Pagliaro, con la lista Noi Sud. E’ la prima volta, che i maggiori partiti politici qui a Casale hanno fatto un così vistoso passo indietro, rinunciando ai loro simboli, anche se in verità Pd-Sel-Pdl-Udc-Fli hanno dichiarato ufficialmente di sostenere la candidatura del dottor Renato Franco Natale del Pd, adducendo motivi di straordinarietà della situazione di Casal di Principe. Ma va detto che proprio questa unione eterogenea, sponsorizzata più dai vertici dei partiti politici che dalla società civile come si vuol far credere, unita a diverse invasioni vere e proprio di campo da parte di persone non affatto titolate ad occuparsi delle nostre scelte amministrative, hanno prodotto l’effetto di una reazione, uguale e contraria, con la presentazione di altre due candidature a sindaco, tra cui una donna, con tre liste in appoggio, proprio in aperta contrapposizione a quella che essi hanno ritenuto una contraddizione non condivisibile in termini politici.

Qualcuno più attento ha inoltre notato, con un certo fastidio, chi ha manifestato la sua partigianeria chiamando “invettive” le critiche politiche rivolte a qualche candidato sindaco, quasi a dimostrare che non si poteva parlare male di Garibaldi. Stando così le cose, azzardare dei pronostici su come si concluderà (se si concluderà) la campagna elettorale non è cosa facile, per cui riteniamo che il confronto si sposterà sui contenuti dei programmi che verranno presentati agli elettori nei prossimi giorni.

E’ certo che ormai i cittadini sono molto sfiduciati, e quindi difficilmente si accontenteranno delle solite promesse sulla legalità e sul cambiamento, che del resto essi condividono in toto, ma gradiranno una campagna elettorale concentrata sui problemi concreti che essi vivono giorno per giorno, come il funzionamento della macchina comunale, l’adeguamento del Puc alle nuove esigenze della città, una unione tra i comuni viciniori che garantisca i finanziamenti necessari per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio e così via.

Alla fine chi sarà capace di convincere meglio l’elettorato sulla serietà e con divisibilità del proprio programma, e darà altresì prova di battersi per il ripristino della onorabilità di Casale, riceverà i maggiori consensi e potrà iniziare il lungo e difficile cammino verso la rinascita della nostra cittadina.

Per questo, l’auspicio più sincero, che ci sentiamo di fare a tutti i contendenti, è che ognuno per la sua parte dimostri sinceramente che Casal di Principe non è l’avamposto del “Deserto dei Tartari” e che non lo è mai stato, per cui possiamo fare a meno del “presidio dell’ambizioso tenente dell’esercito austro-ungarico Giovanni Drogo e dei suoi compagni, con la spasmodica speranza di sconfiggere inesistenti invasori e diventare così degli eroi”, come descritto nel noto romanzo di Dino Buzzati.

ragionier Luigi Furia

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