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Ciclo rifiuti, il Pd incontra Vincenzo Cenname

Vincenzo CennameMARCIANISE. Si è svolto martedì 27 marzo, nella sede del Partito Democratico di Marcianise, un importante incontro di in-formazione politica organizzato dai Giovani Democratici di Marcianise in collaborazione con i circoli Pd/Gd di Capodrise, Portico di Caserta, Recale e San Prisco.

Il tema affrontato è stato “Il Ciclo Virtuoso della Gestione dei Rifiuti” attraverso la relazione dell’ingegner Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano. Nell’introdurre l’argomento, l’ingegner Cenname ha evidenziato la sua dedizione alla salvaguardia dell’ambiente e la linea politica adottata.

Dal 2002 si batte per ottenere la chiusura di una cava del suo comune di appartenenza adibita a discarica tramite domanda da lui promossa. Nel 2004, il suo impegno continua anche in veste di carica ufficiale essendo consigliere prima e vicesindaco facente funzione di Sindaco poi, e il suo successo fu la chiusura di un’altra discarica del suo territorio proponendo domanda alla regione, e sostenendo tra i rappresentanti della stessa come sia importante iniziare ad adottare politiche che salvaguardano l’ambiente e non gli interessi economici connessi.

Nel 2007 ricopre la carica di primo cittadino di Camigliano, e con la sua azione politica riesce a raggiungere la soglia del 40-50% della raccolta differenziata e con questi risultati la sua città viene annoverata tra i comuni “Virtuosi” nella gestione dei rifiuti.

“Nel comune di Camigliano- sottolinea Cenname – sono stati attivati incontri di informazione con la cittadinanza, a partire dalle scuole primarie, per una valida educazione ambientale e al riciclaggio dei rifiuti per la corretta separazione di multimateriale, umido, indifferenziato, e porzione residua, avendo introdotto negli ultimi tempi una modalità molto innovativa di ‘raccolta differenziata verso rifiuti zero’”.

Tra le varie iniziative promosse a Camigliano si ricorda l’introduzione del ‘bancomat dell’alluminio’ un vero e proprio erogatore di bonus spesa (0,10 euro per ogni lattina conferita), in cambio di lattine di alluminio riciclate inserite all’interno dell’apposito “totem”. Altra importante iniziativa presente sul territorio camiglianese , è la ‘Casa dell’Acqua’, una vera e propria casa a disposizione dei cittadini dove possono rifornirsi di acqua minerale (ricaricando semplici bottiglie in vetro), al costo di soli 0,05€/litro. Tale iniziativa, oltre ad essere economicamente vantaggiosa per i cittadini, ribadendo ancora una volta che l’acqua è un bene pubblico, permette di azzerare, quasi, l’utilizzo di bottiglie in plastica (e quindi rifiuti da riciclare), e permette inoltre, seppur in minima parte, di incrementare gli introiti delle casse cittadine. Una città virtuosa come Camigliano, non poteva far a meno di impegnarsi anche nel campo del risparmio energetico con l’istallazione di pannelli fotovoltaici e illuminazione a Led.

Inoltre, sta portando avanti il progetto ‘cemento 0’ per consentire di costruire entro il perimetro del centro urbano, senza cementificare ulteriori terreni. Suscitando l’interesse dei presenti si è dato vita al dibattito con domande sulla questione e confrontandosi su possibili ‘buone prassi’ da mettere in atto per rilanciare la politica ambientale nel territorio marcianisano. Si è evidenziato, come la costruzione di un inceneritore o gassificatore possa essere un errore in termini economici e danno in termini ambientali poiché non riuscirebbero a contenere i rifiuti prodotti e si corre il rischio degli sversamenti di rifiuti industriali; così come la costruzione di aeroporto in provincia di Caserta, possa essere un’infrastruttura di discutibile utilità, a danno di terreni destinati ad allevamenti o all’agricoltura.

Nel corso del dibattito non poteva mancare un approfondimento sulle vicende, di risalto mediatico nazionale, che hanno coinvolto il comune di Camigliano, nell’estate del 2010, in piena Emergenza Rifiuti in Campania, portando allo scioglimento del consiglio comunale con un provvedimento notificato dal prefetto di Caserta e promosso dal Ministro degli Interni in soli 7 giorni. Infine si è esaminata la struttura del consorzio provinciale dei rifiuti ed i compiti a cui è demandato, analizzando l’attività svolta.

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