Italia

Roma, i No Tav occupano la Tangenziale

 ROMA. Ancora una giornata di manifestazioni, quella di sabato, contro la Tav, in risposta alla fermezza del governo guidato da Mario Monti, intenzionato ad andare avanti con la linea dell’alta velocità.

Cortei nel pomeriggio a Roma e Milano, raduno a Bussoleno e in altre città d’Italia. Nella Capitale gli attivisti hanno invertito la rotta concordata con la Questura e invaso la tangenziale, puntando verso la Stazione Tiburtina, nuovo scalo della Tav. Dalla sopraelevata sono state lanciate alcune bombe carta nel cortile del deposito Atac lungo via Prenestina. Al grido di “Occupiamo tutto”, i manifestanti hanno procedut illuminando la sera con la luce dei fumogeni. Nel cuore del corteo sono comparsi anche i primi bastoni portati da alcuni ragazzi che indossano caschi da motociclista. Prima di bloccare la tangenziale, è stata occupata pacificamente una palazzina in largo Preneste. Il messaggio era rivolto al capo dello Stato Giorgio Napolitano per ricordare “i 150 anni di unità divisa da Trenitalia”.

“SIAMO OLTRE 5000” “Siamo più di cinquemila” ha detto il leader di Action e consigliere comunale di Roma, Andrea Alzetta. Passando per i quartieri San Lorenzo e Pigneto, il corteo avrebbe dovuto concludersi in largo Preneste. Ai manifestanti si è unito anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.

CORTEO DE LA DESTRA, CHIUSE STRADE E SOSPESE LINEE BUS. Contemporaneamente alla manifestazione dei NoTav, si è sviluppato anche il corteo de La Destra – tra piazza Repubblica e Bocca della Verità – e per i due cortei sono state chiuse le strade nelle zone di Termini, Repubblica, Cavour, Fori, Colosseo, quindi in San Lorenzo e Porta Maggiore. Deviate o sospese numerose linee bus centrali.

No-Tav, bombe carta a Roma

TENSIONI CON I GIORNALISTI.

Tra cartelli e bandiere con il simbolo del treno sbarrato, slogan contro il governo, gente in bici con le mascherine e le percussioni della banda, l’atmosfera è stata inizialmente tranquilla, qualche attrito tra attivisti e media. I manifestanti non volevano essere ripresi e hanno tentato di bloccare operatori e fotografi. Chiara Romano, inviata del programma di La7 “In onda”, condotto da Luca Telese e Nicola Porro, ha raccontato: “Mi hanno tirato acqua e colla in testa solo per aver osato fare il mio mestiere, e cioè rivolgere una domanda”. Romano aveva chiesto che cosa fosse il manifesto che alcuni militanti stavano attaccando. Qualche spintone poi la cosa si è ricomposta. Episodio dal quale ha preso le distanze il gruppo di organizzatori della manifestazione. Sono comunque i media questi i bersagli delle frange più estreme che proprio attraverso il web hanno avvertito chi va in piazza: “Niente telecamere”.

PRESIDIO DAVANTI A REPUBBLICA. In mattinata circa 50 attivisti romani hanno effettuato un presidio davanti alla sede di “Repubblica”, a Roma. Una delegazione ha incontrato i giornalisti. L’iniziativa è stata organizzata per contestare il modo in cui i media in generale seguono la vicenda, dando più spazio agli scontri che alle ragioni del movimento.

GRAFFITI CON SIGLA “ACAP”. Alcuni attivisti, anche a volto coperto, hanno realizzato graffiti sui muri che costeggiano il percorso, usando anchela sigla Acab, All cops are bastard, modificata in Acap, All cops are pecorella, che richiama l’insulto rivolto a un carabiniere dall’attivista Marco Bruno in Val di Susa.Scritte contro Monti, contro lo Stato e le forze dell’ordine sono comparse in via dei Reti: “Alla violenza di Stato rispondiamo con la violenza di classe”, è uno dei graffiti tracciati con vernice nera sui muri. Poi “Bucate Monti” e “Terrorista è lo Stato”.

ALEMANNOPOLEMIZZA.Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dopo che i manifestanti hanno forzato il percorso stabilito con la Questura, è tornato a chiedere al governo una regolamentazione dei cortei.“Questo è il risultato della sentenza del Tar che ha annullato la nostra ordinanza per regolamentare le manifestazioni di piazza”, ha detto Alemanno. “Ancora una volta – ha aggiunto – si ripropone la necessità che il Governo e le autorità dello stato pongano una seria regolamentazione per conciliare diritto a manifestare con diritto a circolare dei romani. Questo è un argomento che non può essere eluso o scaricato solo sulle spalle del Comune e anche le organizzazioni sindacali devono prendere atto da una giornata come quella di sabato che non è possibile procedere in questo modo”.

CLINI: “PROTESTE SENZA RAGIONI AMBIENTALI”. Sulle proteste è intervenuto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: “Non ci sono ragioni ambientali all’origine della protesta” dei no-Tav, ha detto, parlando a Trieste.

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